Il settore del gioco è una delle industrie più proficue d’Italia. Con un gettito economico veramente notevole, l’industria dell’intrattenimento è arrivata a rappresentare quasi l’1% del PIL nazionale. I dati, di per sé già buoni nell’ultimo decennio, hanno vissuto un’esplosione negli anni della pandemia.
Ma nel post emergenza questi sono migliorati ancor di più, fino ai record del 2023. Gli esperti di GamingReport.it hanno così fatto il punto della situazione, in base all’ultimo Bollettino Statistico rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
“Il primo trimestre del 2023 – sottolineano – ha prodotto un gettito erariale di 19 miliardi di euro. Significa una crescita del 4,43% rispetto ai primi tre mesi del 2022. Ovviamente a questo dato hanno contribuito anche altri settori, da quello energetico al tabacco. I giochi, da parte loro, hanno generato 2,69 miliardi di euro”.
Sono numeri importanti, che impongono una riflessione. Ergo una riforma, necessaria per un canale in crescita costante in Italia: “Sono i dati a dare questa conferma – ripetono da Gaming Report – ovverosia quelli contenuti nel Rapporto Lottomatica-Censis sulla filiera legale in Italia. Il gioco è in crescita ed è sempre più popolare, con ventitré milioni di giocatori”. Difficile smentire i numeri.
In questo dato emerge ancora di più la situazione: il 47% del totale gioca almeno una volta nel corso di un solo anno. Ciò dimostra che il gioco è attività culturale prima di tutto E trasversale: “In Italia giocano soprattutto i giovani ma il dato è alto anche per gli adulti. Si gioca tanto al Sud, più a Nord Ovest e meno al centro. C’è omogeneità tra i giocatori, con il 54% di uomini ed il 40,4% di donne” – confermano da Gaming Report.
Nel mondo del gioco legale quasi tutti sono giovani. E molti giocano per divertimento, solo in seconda istanza per vincere. È anche questo un dato indicativo perché sottolinea come a muovere molti giocatori sia la passione più che altro. Il Rapporto Lottomatica-Censis analizza anche i dati sul gioco illegale: “Un fenomeno enorme, quello dell’illegale. Esploso soprattutto in periodo Covid: ad oggi si tratta di un business accattivante per mafie e non solo nel territorio italiano” – chiosano gli esperti.
Da qui un rinnovato interesse verso il gioco legale, che per il 77,4% degli italiani è una tutela dello Stato contro il crimine organizzato, un baluardo di legalità e trasparenza. Ciò spiega anche lo scetticismo diffuso verso le misure proibizioniste, percepite dai più come fallaci. E evidenzia quanto una riforma sia sempre più necessaria e urgente.













