14.7 C
Napoli

A Roma Colors for Peace, mostra internazionale sulla Pace: ce la raccontano Mario Gallo e Anna Palermo

-

Nella splendida cornice di Palazzo delle Esposizioni in Roma (via Milano, 13), si è celebrato il decennale dell’Associazione Colors for Peace, con l’inaugurazione di un’eccezionale mostra che espone circa 1000 disegni sul tema della pace provenienti dai bambini di oltre 151 nazioni, anche in quelle interessate dalla devastazione delle guerre tuttora in corso. Un’esposizione a libero accesso che racconta la pace vista attraverso lo sguardo innocente dei più piccoli – aperta al pubblico fino all’11 maggio – capace di toccare nel vivo il cuore di ogni partecipante.

Il cuore della mostra è rappresentato da circa 1000 disegni distribuiti lungo una suggestiva ‘linea Equatoriale’ come se abbracciassero il pianeta e da un mappamondo simbolico. Questo globo colorato, arricchito da edifici in rilievo, è stato realizzato in cartapesta riciclata dagli alunni della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Via P. Micheli – II Municipio, in collaborazione con le associazioni “Realizza l’Idea” e “Per fare un Gioco”, nell’ambito del progetto educativo “Carta canta – la differenziata di qualità”.

La mostra, promossa e realizzata dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con l’Associazione Colors for Peace, vuole parlare direttamente al cuore delle persone.

Un’esposizione che – anche attraverso l’Inno Colors for Peace dell’associazione – invita alla riflessione e all’azione, per educare le future generazioni a un mondo più giusto, aperto al dialogo, alla tolleranza e alla ricchezza dell’interculturalità, mantenendo vivo lo sguardo innocente e autentico dei bambini.

La mostra “Colors for Peace” ha ottenuto una risonanza internazionale straordinaria. Quali sono state, per voi, le sfide più significative nel progettare e organizzare questo evento?

Mario Gallo: “La mostra Colors for Peace ha raggiunto traguardi importanti, arrivando molto lontano, e siamo felici di questo risultato. Ideare e realizzare una mostra in un luogo prestigioso come il Palazzo delle Esposizioni è stata una sfida stimolante. Insieme ad Anna Palermo, co-curatrice, abbiamo subito individuato l’idea di creare un mondo capace di accogliere tutti: non solo i bambini autori dei disegni, ma anche le diverse associazioni coinvolte e i visitatori della mostra stessa. Unendo le forze e mettendo a frutto il nostro know-how, abbiamo saputo canalizzare l’entusiasmo e generare sinergie efficaci.

Abbiamo immaginato un allestimento che fosse in dialogo con il Palazzo delle Esposizioni, uno spazio che valorizzasse i disegni dei bambini e allo stesso tempo permettesse un’esperienza coinvolgente per il pubblico. Un luogo accogliente, dove il visitatore potesse sentirsi parte di un messaggio collettivo di pace. Ogni elemento espositivo è stato pensato per mettere al centro lo sguardo dei bambini e il valore universale delle loro opere”.

Anna Palermo: “La sfida principale è stata quella di ottenere una delle sale di Palazzo Esposizioni, un museo di grande prestigio che ha degli amministratori sensibili che hanno capito l’importanza del messaggio racchiuso nella semplicità delle opere realizzate dai bambini”.

Cosa rappresenta per voi la voce dei bambini espressa attraverso i loro disegni? In che modo il loro sguardo ha influenzato le vostre scelte progettuali e curatoriali?

M: “I disegni parlano una lingua universale. Fin dall’inizio abbiamo riconosciuto che il disegno rappresenta il linguaggio comune di tutti i bambini del mondo.

Lo sguardo dei più piccoli si riflette nelle loro creazioni: ogni bambino esprime la propria personale idea di pace, che si unisce a quella degli altri in un’unica visione condivisa. I disegni esposti sono stati selezionati casualmente tra le migliaia raccolti dall’Associazione negli ultimi dieci anni”.

A: “Credo che rappresenti quello che lo è un po' per tutti, ossia quella voce fuori dal
coro dei grandi potenti della terra che parlano di pace ma praticano guerre,
distruzioni e morti. La visione dei bambini è fondata sull’ Amore, un sentimento che
attraversa universalmente il desiderio di pace e serenità, sono questi i motivi che mi
hanno spinta a progettare questa mostra”.

Voi ricoprite ruoli fondamentali nella costruzione di messaggi di pace attraverso l’arte. In che modo ritenete che l’arte possa incidere realmente nella diffusione di una cultura della non violenza a livello globale?

M: “Siamo solo una piccola goccia nell’oceano, ma crediamo profondamente che l’arte sia il mezzo più potente e immediato per parlare di pace. Nel nostro percorso partiamo dai più piccoli per arrivare ai più grandi, costruendo ponti di pace tra generazioni e popoli di tutto il mondo.

Ogni disegno racconta una storia: di speranza, di futuro, di sogni. È una visione del mondo che merita di essere ascoltata. Abbiamo raccolto queste voci silenziose e le abbiamo portate in uno dei luoghi più simbolici dell’arte e della cultura. Perché crediamo che la pace cominci proprio da qui: dall’immaginazione dei bambini”.

A: “L’arte per definizione rappresenta l’elemento che innalza lo spirito e nobilita
l’animo, rendendo l’individuo più consapevole, sensibile e libero. Anche la cultura
della non violenza può essere professata con la grandiosità del potere dell’arte”.

Il progetto educativo coinvolge diverse realtà scolastiche e associative. Quanto è importante, secondo voi, il lavoro di rete in un’iniziativa come questa? E come pensate possa essere rafforzato in futuro?

M: “Il lavoro di rete e la condivisione sono le fondamenta del nostro progetto. Coinvolgere bambini, scuole, famiglie, altre associazioni e anche le istituzioni è essenziale per costruire una voce collettiva, capace di arrivare a tutti, senza distinzioni. Numerosissime scuole hanno partecipato al nostro progetto negli ultimi dieci anni, 151 Paesi partecipanti. Ricordo, ad esempio, la recente partecipazione di molte scuole romane che hanno contribuito con entusiasmo attraverso i disegni dei loro alunni. Educare alla pace è e resta un pilastro fondamentale del nostro impegno”.

A: “Rete, condivisione, supporto reciproco sono elementi essenziali per trasferire
messaggi universali. Il mondo della scuola per valorizzare questi messaggi fa bene ad
attivare progetti in rete dove il patto educativo territoriale riveste una importanza
primaria”.

La mostra pone al centro valori come l’inclusione, la solidarietà e l’unità. Qual è il vostro punto di vista sul ruolo che le donne possono (e devono) avere nella costruzione di una società più pacifica e inclusiva?

M: “L’inclusione, la solidarietà, l’unità e l’uguaglianza, sono tutti valori che promuoviamo.  Sono i pilastri del nostro progetto. Per noi, ogni bambino nel mondo ha lo stesso valore, senza alcuna distinzione. Le nostre mostre ne sono la prova concreta.

Le donne svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione della pace, essendo spesso il primo punto di riferimento per i bambini. Quando si parla di pace, è alla madre che il bambino si rivolge per prima.

Nel corso degli anni, abbiamo ricevuto moltissimi disegni che raffigurano figure femminili, a testimonianza di questa connessione profonda. Ma non possiamo dimenticare gli uomini che, ogni giorno, condividono con noi il sogno di un mondo più pacifico”.

A: “Le donne, probabilmente, possono contribuire dando quel punto di vista, più
specificatamente materno, che le appartiene, ma anche quella visione più sensibile, che la caratterizza, per promuovere un contesto sociale maggiormente rispettoso delle comunità, delle persone e delle diversità”.

Nel corso della vostra esperienza con Colors for Peace, avete riscontrato differenze nel modo in cui la pace viene interpretata dai bambini di culture e Paesi diversi? C’è un episodio che vi ha particolarmente colpiti?

M: “I disegni esposti, così come tutti gli altri, rispondono alla stessa domanda. Ogni bambino interpreta la pace con uno spirito e una visione unici. Tutto ciò dipende da moltissimi fattori che influenzano la percezione della pace da parte del bambino. Gli esempi potrebbero essere moltissimi, ma vorrei citarne solo uno che mi ha emozionato molto: un bambino di un piccolo villaggio in Africa ha rappresentato, nella sua interpretazione della pace e forse anche della felicità, una sedia, un oggetto che probabilmente non ha in casa e che sogna di possedere”.

A: “Pur considerando la pace un concetto universale, si scopre che la rappresentazione
di essa è diversificata a secondo del contesto in cui si vive”.

Guardando al futuro, quali saranno i prossimi sviluppi del progetto Colors for Peace? E quale sarà il vostro contributo personale in queste nuove fasi?

M: “Colors for Peace non si ferma, anzi continua a grande velocità. La presenza al Palazzo delle Esposizioni ci ha spronato ad andare avanti e ha coinvolto altre realtà che ora sostengono il progetto. Come dicevo, le sinergie creano nuove opportunità. Saremo in Toscana, nella Capitale della Cultura 2025, a Sarteano in provincia di Siena; subito dopo ci sposteremo a Gorizia per esporre nella Capitale Europea della Cultura. Molte sono le mostre che stiamo organizzando in Italia e con le nostre filiali sparse per il mondo: ricordo 42 Ambasciatori e 21 sedi.

Da Segretario Generale sono sempre più coinvolto e, avendo abbracciato il progetto fin dalla sua nascita, credo che continuerò con molta energia, cercando di trasmetterlo a sempre più persone e istituzioni nel mondo”.

Viviamo in un’epoca attraversata da conflitti e tensioni sociali. Che messaggio desiderate lasciare, come professionisti ma anche come cittadini, alle nuove generazioni, e in particolare alle bambine e alle giovani donne del mondo?

M: “Proveremo a coinvolgere sempre più bambine e bambini in tutto il mondo, affinché la loro voce possa essere ascoltata. Il nostro messaggio è unico e chiaro: PACE. Per i bambini PEACE PEACE COLORS FOR PEACE”.

A: “Non smettere di sognare”.

Vuoi pubblicare i contenuti di NapoliVillage.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito? Contattaci all'indirizzo redazione@napolivillage.com

Altri articoli dell'autore

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
- Sponsorizzato -
- Sponsorizzato -
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x