Torna a Napoli “Pensare nell’era del dato”, terzo ciclo di seminari dedicato alle trasformazioni generate da intelligenza artificiale, infrastrutture digitali e nuovi ecosistemi informativi. Si parte martedì 17 marzo alle 15 nella Biblioteca dell’Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno, Università Federico II in Via Porta di Massa. Il III ciclo è promosso dall’Osservatorio sui saperi umanistici dell’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispf), con il supporto della Fondazione Banco di Napoli, che si pone come laboratorio di sperimentazione culturale, dove tradizione e ricerca scientifica dialogano per promuovere un futuro consapevole.
Tre incontri aperti al pubblico: martedì 17 marzo sul tema “Scienza aperta, infrastrutture e guerra alla conoscenza”, lunedì 13 aprile su “Digitale, dati e conoscenza nell’era della sicurezza”, giovedì 4 giugno con un focus su “L’influenza sociale nell’era digitale”. Questa edizione si concentra su degli snodi cruciali nel dibattito odierno, che riguardano i nuovi regimi di produzione della conoscenza nell’ecosistema digitale e algoritmico: l’accesso alla conoscenza nell’epoca delle grandi infrastrutture digitali, la crescente intersezione tra sicurezza, governance algoritmica e produzione dei dati, l’impatto neuropsicologico delle piattaforme sulla formazione delle opinioni.
Questi fenomeni stanno definendo un nuovo orizzonte di potere, un filtro che ridefinisce accesso ai dati, immaginario sociale e capacità decisionali delle persone. L’iniziativa si inserisce nelle attività del progetto “BiDH – Biblioteche e iniziative per le Digital Humanities”, cofinanziato dalla Fondazione Banco di Napoli e MAGIA-Moral Agency between Imitation and Autonomy (PRIN 2022 PROGETTO SH5 2022A7RC4M 002), che nel 2025 aveva portato alla creazione, a Napoli, della prima postazione pubblica per la creazione di opere umanistiche digitali.
Questa iniziativa di confronto scientifico tra studiosi di diversa estrazione parte proprio dall’esigenza di stimolare il dibattito critico su questi scenari rivoluzionari nell’ambito dei saperi umanistici, che da sempre indagano la natura dell’umano, il rapporto tra ragione e sensibilità, la dimensione storica e linguistica della conoscenza”.














