NAPOLI – Farebbero la gioia della bimba in lacrime che commosse dal 1928 gli italiani: “Per la tua piccolina / non compri mai balocchi / Mamma, tu compri soltanto profumi per te!”
Sono gli oltre mille giocattoli antichi allestiti in otto aree tematiche, con una immaginifica scenografia di Donatella Dentice d’Accadia, nel piano espositivo dell’Archivio di Stato di Napoli (piazzetta del Grande Archivio, 5), diretto da Candida Carrino.

Si viene proiettati in un ambiente fiabesco, complice la cornice antica del Monastero dei Santi Severino e Sossio, i suoi affreschi fra il ‘400 e il ‘600; le sue vestigia, a partire dall’VIII secolo; i suoi Chiostri oasi di pace.
La Mostra attinge alla pregevole collezione di giocattoli antichi di Vincenzo Capuano, che ne ha raccolti oltre 8 mila, e il suo percorso espositivo è la conferma di un assunto: “Non c’è nulla di più serio del gioco”, punto focale della fantasia e della creatività di bimbi e adulti.

Gli esemplari esposti sono principalmente riferibili agli anni compresi tra il 1860 e il 1940, l’età dell’oro per il giocattolo; non mancano però i più antichi, a partire dalla prima metà del XVIII secolo. Si tratta di pezzi rarissimi, talvolta unici, che dimostrano l’ingegno e le capacità tecniche e artigiane dei creatori, tali da lasciare sbalorditi.
Una meta ideale per il grande flusso turistico atteso a Napoli nei giorni clou fra dicembre e gennaio, anche alla scoperta del fascino dell’Archivio di Stato e dei suoi tesori e rarità, vista anche la vicinanza con l’immancabile tappa a San Gregorio Armeno.

La Mostra sarà inaugurata mercoledì 7 dicembre, alle ore 11:00.

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