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NAPOLI – Boom di installazione del fotovoltaico per le aziende, avvio del cammino delle comunità energetiche sulle abitazioni, nuove strategie per aiutare le aziende e sfruttare al meglio le rinnovabili nel Sud Italia. Queste alcune delle strade disegnate al convegno “Il caro energia, come affrontarlo” cominciato oggi alla Camera di Commercio di Napoli, organizzato insieme a Unioncamere Campania, SI Impresa, e in collaborazione con ANEA, nell’ambito del programma Enterprise Europe Network.
“Negli ultimi vent’anni – spiega Michele Macaluso, direttore di Anea – sono state ritardate le scelta sulle fonti energetiche puntando sulle rinnovabili, pur sapendo che le fossili creano problemi al clima e sono appannaggio di pochi Paesi e di grandi aziende che ne fanno profitti incredibili. Ora siamo all’occasione per accelerare questo processo puntando sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili. Noi al Sud abbiamo condizioni molto favorevoli perché un nostro chilowatt di fotovoltaico produce più di un chilowatt al nord o in Germania, ma lì ci sono maggiori installazioni che da noi”. Una tendenza da cambiare come spiegano da diversi punti di vista i partecipanti a cominciare da Antonio Marchiello, assessore regionale per attività produttive, lavoro, demanio e patrimonio: “Siamo di fronte – spiega – a un problema serio e sentito e di non facile soluzione, c’è ora una forte povertà energetica che prima era del Terzo Mondo e ora tocca anche alle nostre famiglie, soprattutto al Sud, che hanno meno illuminazione, riscaldamento, perdita di principi di dignità e salute. Ci lavoriamo in Regione partendo dai condomini e ragionando sulle comunità energetiche: c’è una norma nazionale del 2019 che prevede la possibilità per privati e pubblici di mettersi insieme e fare le comunità, producendo l’energia che si consuma. I costi di partenza sono notevoli e ora pensiamo a cominciare dagli edifici pubblici con il fotovoltaico. In Regione nel 2019 eravamo già partiti con il Pear (Piano Energetico Ambientale Regionale) ma ora sappiamo di dover dare una mano alle piccole e medie imprese ma soprattutto alle famiglie”. In Campania si lavora anche sulla nuova energia elettrica, prodotta oggi dall’idrogeno: “a luglio 2021 – spiega Marchiello – abbiamo approvato una delibera e a febbraio abbiamo partecipato a un bando nazionale per proporci come base per produrre l’energia dall’idrogeno perché le condizioni climatiche ce lo consentono, stiamo aspettando un segno del governo per poter procedere”.
Intanto le imprese investono sul fotovoltaico come spiega Lino Bonsignore, amministratore delegato della 3E e membro di Italia Solare: “Il caro energia c’è da settembre – spiega – non dipende solo dalla guerra e sappiamo che a breve termine i prezzi non diminuiscono anche se la guerra finisse. Per questo siamo in pieno boom del settore e ci avviciniamo agli obiettivi Ue del 2030. Nel primo trimestre del 2022 abbiamo già installato il doppio degli impianti rispetto al primo trimestre del 2021 in cui avevamo già fatto il doppio di quel periodo 2020. I prezzi dei componenti stanno aumentando visto il mercato in ebollizione, ma un impianto fotovoltaico si ammortizza in tre anni e ne dura trenta: questo vuol dire che in 25 anni oltre al rientro dell’investimento il guadagno è cinque volte l’investimento stesso. Se ci fossero incentivi come prestiti di fondo di garanzia per chi non ha soldi per investire oggi, la spinta sarà ancora maggiore, ma ritengo che nei prossimi due anni tutti i capannoni d’Italia avranno un impianto fotovoltaico”.
Una lotta, quella delle imprese, ben descritta da Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli: “Le aziende – spiega – sono danneggiate dagli aumenti e non possono ribaltarli sui prezzi, per evitare una doppia crisi. Il ragionamento deve partire dalla scelta dell’Italia di non effettuare insediamenti nucleari per arrivare oggi alle centrali francesi a pochi chilometri da noi, ma ora andiamo avanti, per la guerra in Ucraina che sta mettendo in evidenza le carenze dell’Europa. Noi ora cercheremo qui di fare un bando per aiutare le imprese sul caro energia, ma il vero problema resta da dove prendiamo l’energia, ricordando anche che non possiamo sfruttare il gas naturale o il petrolio italiano perché non ci permettono di trivellare”.
Eppure il lavoro è in atto, come illustra Filippo De Rossi, esperto energetico e docente all’Università Federico II di Napoli: “Nelle rinnovabili – spiega – il Sud sta andando avanti con una forte copertura di eolico sulla catena dell’Appennino, in Calabria, Campania, Abruzzo, ma c’è anche un fotovoltaico che si diffonde ora su abitazioni e su grandi edifici, centri commerciali. C’è una grande sensibilità anche aiutata dal superbonus, in linea con il comportamento molto virtuoso dell’Italia, che ha colto nel 2018 l’obiettivo del 2020 e oggi siamo al 50% degli obiettivo previsti per 2030”. Passi avanti che si possono fare anche nelle abitazioni private come ricorda il presidente dell’ordine degli architetti della Campania Leonardo Di Mauro: “Ci sono cittadini più attenti alle rinnovabili, che preparano anche un investimenti perché economicamente è una soluzione in un Paese come il nostro ricco di sole e vento. Sono lavoro da fare stando anche attenti alla difesa dei nostri paesaggi senza devastarlo ma sapendo che ci sono infinite aree in cui si può andare nella direzione di eliminare il combustiile fossile. Penso anche a Napoli, che ha tetti degli edifici disordinati e centinaia di terrazze che possono essere coperte dal fotovoltaico, stando attenti a non rovinare il panorama”.

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