Il Rettore Antonio Garofalo: con il digitale impatto occupazionale di un milione e mezzo di lavoratori under 35, attenzione però al precariato
Il Prorettore Roberto Bocchini: la vera sfida è quella di tenere insieme la sostenibilità digitale e quella ecologica
Villa Doria d’Angri ha ospitato oggi il convegno di studi ‘E-AGORÀ: piattaforme digitali tra etica e categorie giuridiche’ a conclusione del progetto di ricerca PRIN2020 che ha visto coinvolte l’Università degli Studi Parthenope come capofila e le Università degli Studi di Verona, Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Perugia e Europea di Roma il cui Principal Investigator è il prof. Roberto Bocchini.
I relatori si sono confrontati sulle ‘e-Agorà’ del terzo millennio, ovvero le piattaforme digitali che hanno rivoluzionato il modo in cui beni e servizi vengono scambiati. Si è passati da un web statico, basato su una semplice fruizione di informazioni da parte dell’utente, ad un web che si potrebbe definire dinamico, poiché permette non solo lo scambio ma anche l’accesso alla fruizione di servizi automatizzati.
‘Il valore delle piattaforme digitali a livello europeo – ha sottolineato il Rettore Antonio Garofalo nel suo intervento introduttivo – è passato dai tre ai quattordici miliardi. Se guardiamo in casa nostra, in Italia oltre 300 mila imprese operano attraverso le ‘agorà’ in vari settori e registrano un incremento medio del 15% del fatturato e del 12% di produttività, vero nodo cruciale per lo sviluppo. Si registra anche un impatto occupazionale di un milione e mezzo di lavoratori under 35, peró – lancia un allarme il Rettore – bisogna anche segnalare il tema della precarietà dei contratti per i giovani e la concentrazione nell’utilizzo di questi strumenti soprattutto nelle città, lasciando sguarnite intere aree del Paese. Su questo bisogna fare una riflessione’.
I servizi delle piattaforme, anche attraverso i motori di ricerca, disciplinati dal Digital Service Act diventano il vero patrimonio la vera ricchezza del terzo millennio. La centralità dell’essere umano dev’essere tutelata di fronte all’automazione delle piattaforme e all’intelligenza artificiale, che non devono mai assumere un’autonomia decisionale propria, ma sono strumenti al servizio della libertà e della responsabilità dell’uomo.
Il convegno, con un approccio multidisciplinare, ha analizzato le potenzialità delle piattaforme digitali da differenti punti di vista: tecnico-economico, giuridico in riferimento anche alle normative europee, etico in relazione al rispetto per la valorizzazione dell’individuo.
Sono intervenuti il Commissario dell’Agcom dott. Laura Aria, il giudice della Corte Costituzionale prof. Maria Alessandra Sandulli, il filosofo Maurizio Ferraris ed il prof. Fabio de Felice, mentre i lavori hanno visto la presenza di decine di studiosi provenienti da tutta Italia con la presidenza del prof. Massimo Zaccheo dell’università La Sapienza di Roma.
Il convegno ha affrontato le tematiche relative all’utilizzo delle piattaforme digitali anche rispetto alla sostenibilità ambientale che induce ad innovare il modello di business utilizzando la tecnologia come strumento di sviluppo sostenibile. L’utilizzo massivo di energia, indispensabile per il funzionamento delle piattaforme, deve essere parametrato con la transizione verde e digitale in quanto il nuovo modello di impresa aperto ed ibrido deve creare un ecosistema digitale sostenibile rappresentando, quindi, un progresso non solo tecnologico, ma anche per le tematiche ambientali. “Le piattaforme digitali sono la banca dati che permette lo sviluppo economico delle aziende del III millennio e la vera sfida è quella della sostenibilità digitale ed ecologica – ha sottolineato il prof. Roberto Bocchini – che devono camminare di pari passo, altrimenti attraverso le piattaforme si danneggia l’ambiente più di come ha fatto l’industria a vapore dell’ottocento”.
Nel corso del convegno è stato presentato il ‘Trattato le piattaforme digitali. E-Agorà’ a cura del Prof. Roberto Bocchini: uno studio multidisciplinare che ha spaziato dai temi più prettamente informatici a quelli economici e di management delle piattaforme ed a quelli giuridici nei campi del diritto privato, amministrativo, pubblico, del lavoro, della concorrenza e della proprietà industriale, e dell’Unione europea ed ancora gli aspetti etici e filosofici con un fondamentale contributo dell’Autorità della Garanzie delle Comunicazioni quale regolatore del sistema ed è stato realizzato in tre anni di confronto tra i principali esperti della materia.
Il trattato si pone l’obiettivo di offrire un contributo alla regolamentazione delle piattaforme digitali, non più solo strumenti tecnologici ma infrastrutture essenziali che permeano la quotidianità, influenzando economia, società e politica. La sfida centrale è quella di garantire equità, sicurezza e trasparenza in un contesto globale nel quale pochi attori gestiscono miliardi di utenti ed enormi volumi di dati.
In conclusione il Trattato dimostra che la trasformazione digitale si basa, dunque, su tre pilastri fondamentali: persone, azienda e tecnologia. Seppur nel progresso tecnologico non si deve perdere di vista il risvolto etico, tutelando l’Uomo e garantendo uno sviluppo che sia sostenibile ed equilibrato.














