Il Centro Nazionale Agritech inaugura il Dimostratore ARCA

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NAPOLI. Domani, giovedì 9 aprile, e venerdì 10 aprile a Napoli, presso il Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio, è in programma “Agritech Revolution”, evento che chiude le attività del progetto PNRR che ha fatto nascere il Centro Nazionale di Ricerca per le Tecnologie dell’Agricoltura (National Research Center for Technology in Agriculture) e che ha lasciato in dote al Centro un’enorme ricchezza in termini di tecnologie avanzate e capacità gestionali. Questo progetto ha infatti permesso di connettere efficacemente il mondo universitario a quello imprenditoriale, supportando l’innovazione e favorendo la formazione e il trasferimento tecnologico per le aziende operanti nel settore.

Sede della due giorni è l’Agritech Village, allestito per l’occasione negli spazi del Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio: previsti momenti di confronto istituzionali e tavoli di lavoro, mentre i protagonisti del progetto, gli Spoke e gli affiliati, illustreranno le tante attività sviluppate da 3000 ricercatori su tutto il territorio nazionale.

 

Il programma.

Momento centrale della manifestazione è l’inaugurazione del Dimostratore ARCA (Agritech Research Center Arena), giovedì 9 aprile: una struttura di cinque piani all’interno del Polo Universitario di Napoli Est interamente rigenerata e dotata di strumenti di ultimissima generazione. Al taglio del nastro saranno presenti Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente della Fondazione Agritech; Maria Carmela Serluca, assessore all’Agricoltura della Regione Campania; Vincenzo Santagada, assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli. Previsto il videomessaggio di Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e un messaggio di Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, che ha voluto contribuire a questo importante momento.

A seguire, l’Aula Magna “Luigi Nicolais” ospita il convegno “Agritech: un grande progetto per un futuro sostenibile dell’agroalimentare”, moderato da Maria Grazia Cucinotta, attrice e produttrice cinematografica. Con le istituzioni intervengono Danilo Ercolini, direttore scientifico del CN Agritech e responsabile scientifico del progetto; Maurizio Martina, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO); Domenico Pimpinella, direttore generale di Bonifiche Ferraresi S.p.A.; Ettore Prandini, presidente di Coldiretti (da remoto); Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura; Ferruccio Resta, presidente Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile MOST; Luigi Fiorentino, presidente del National Biodiversity Future Center; Rosario Rizzuto, presidente del Centro Nazionale per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA. La giornata prosegue nel pomeriggio con “Le soluzioni flagship di Agritech”, i responsabili scientifici degli Spoke presentano le soluzioni principali sviluppate durante il progetto. E con la prima parte di “Green Minds, i giovani dell’Agritech”.

Venerdì 10 aprile, invece, si parte con la seconda parte di “Green Minds, i giovani dell’Agritech”; poi spazio a “Mondo Startup Agritech” e infine, dalle ore 15:00, “Roadmap Agritech 2025-2030” con gli interventi di Marco Pacini, direttore del CN Agritech; Davide Santi, CDP Venture Capital – Farming Future; Danilo Porro, delegato nella Configurazione “Food, Bioeconomy, Natural Resources, Agriculture and Environment” del Comitato di Programma di HE 2021-27, Pillar II, Cluster 6; Emanuele Adamo, Risk & Institutional Relations for Investments Manager – Nestlé Italia SpA. Francesco Pennacchio presenterà infine “Living Lab e Libro Bianco sulla difesa fitosanitaria sostenibile”, prima delle conclusioni del Rettore Lorito.

 

Le dichiarazioni.

“ARCA, nome simbolico che evoca l’Arca come custode di biodiversità, è oggi il più importante dimostratore del settore in Italia ed è il luogo in cui le aziende potranno venire a toccare con mano la vera innovazione”, afferma il rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente della Fondazione Agritech, Matteo Lorito. “Si tratta di una struttura strategica che rende visibili e accessibili i risultati della ricerca più avanzata applicata all’agroalimentare, mettendo in connessione università, imprese e territori. Nel Dimostratore sarà possibile vedere da vicino tecnologie, processi e soluzioni che riguardano la sostenibilità delle produzioni, la gestione dei dati, l’automazione, il riciclo degli scarti, il miglioramento delle colture e la qualità delle filiere”.

“Il Dimostratore ARCA è un hub per le imprese dove si potranno fare studi pilota sull’utilizzo delle tecnologie. Vi trovano spazio infrastrutture all’avanguardia per esporre le piante a microclimi diversi e quindi studiare, ad esempio, il loro adattamento ai cambiamenti climatici”, sottolinea Danilo Ercolini, direttore scientifico della Fondazione Agritech. “Potremo cambiare in maniera estremamente precisa l’ecosistema in cui le piante crescono e avere un monitoraggio puntuale attraverso l’utilizzo di molteplici tipologie di sensori. Inoltre, avremo tutti i sistemi possibili di coltivazione fuori suolo con le camere climatiche per testare, a favore delle imprese, se sia possibile farle in aeroponica, in acquaponica, su substrato sintetico. Questo ci darà anche la possibilità di valutare il tipo di investimento in innovazione in base ai vantaggi e alle criticità”.

Il Centro Nazionale Agritech vanta una visione strategica chiara grazie al lavoro sinergico di Università, Istituzioni e aziende su progetti, brevetti e tecnologie. “Abbiamo messo insieme e fatto lavorare 28 università, 5 centri nazionali e 14 privati che hanno collaborato intensamente ed efficacemente nel raggiungimento degli obiettivi previsti in questi tre anni”, spiega Marco Pacini, direttore del Centro Nazionale Agritech. “Le Università e le aziende hanno saputo sviluppare soluzioni concrete capitalizzando approcci e modalità di lavoro spesso distanti. Si sono creati spazi di confronto, sinergie e connessioni dirette. Il Centro ha sviluppato competenze di management specifiche, posizionandosi come ponte tra le università e le imprese nell’ambito specifico del trasferimento tecnologico. Agritech si è dimostrato capace di colmare il gap tra Università e impresa e massimizzare quindi il valore dell’intero processo che va proprio dall’Università all’impresa. Abbiamo completato il primo programma di accelerazione che ha permesso a 23 startup di sviluppare il proprio modello di business. Il piano industriale prevede adesso cinque direttrici di sviluppo: formazione, con una Academy, anche executive ed international, nella quale si formano tecnici e manager sia in Italia che all’estero; tech brokering e consulenza multidisciplinare, per essere unico punto di contatto per chi vuole introdurre tecnologia nelle proprie realtà; bandi, per alimentare continuamente la ricerca, che rappresenta il motore di tutto il processo di innovazione; e infine le attività di incubazione ed accelerazione di nuove realtà imprenditoriali. Quest’ultima attività sarà sempre più centrale per il Centro quale strumento concreto di trasferimento tecnologico e creazione di lavoro”.

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