Nel 2025 l’ADM ha bloccato 1038 siti non autorizzati con 11 provvedimenti, mentre il nuovo sistema del gioco a distanza ha fissato concessioni da 9 anni, un costo una tantum di 7 milioni per licenza e delle regole tecniche più rigide per chi vuole restare sul mercato. Come risultato, il settore è più selettivo e più controllato.
Il nuovo regime ha definito con molta chiarezza quali sono gli operatori autorizzati e quali no. Le licenze servono proprio per capire quali piattaforme rispettano i criteri italiani che, bisogna dirlo, sono sempre più selettivi. Questo non significa che gli operatori non ADM non siano più disponibili, semplicemente dispongono di licenze internazionali che molto spesso permettono di avere un’offerta più ampia e variegata. I casinò stranieri bonus senza deposito sono pensati proprio per chi si avvicina al settore e vuole familiarizzare con le piattaforme senza dover effettuare un versamento. Ci sono siti che si occupano di filtrare e selezionare i migliori operatori a disposizione così da poter scegliere i bonus migliori. Questi siti si occupano proprio di selezionare gli operatori in base alla licenza, all’affidabilità, ai metodi di pagamento, alla chiarezza dei termini dei bonus e alla qualità dell’assistenza.
Una stretta molto più visibile contro gli operatori senza licenza
Nel corso del 2025, l’ADM ha inibito 1038 siti di gioco non autorizzati attraverso 11 provvedimenti amministrativi. Il 44% in più rispetto al 2024 e il 111% in più rispetto al 2023. Questo vuol dire che l’azione di contrasto è diventata più frequente, più sistematica e più industriale.
Il decreto di riordino del 2024, che ha fatto da base a tutto il nuovo assetto, ha chiarito anche un altro punto molto importante. L’offerta di gioco con vincita in denaro via rete può passare solo dai soggetti selezionati con concessione ADM, mentre per chi opera senza titolo sono previste delle misure specifiche di esclusione dell’offerta, blocco dei siti e ostacoli ai flussi di pagamento. Qui si capisce bene la differenza rispetto al passato.
Il nuovo bando ha alzato i costi d’ingresso e ha reso il mercato molto più selettivo
La stretta non riguarda solo chi opera senza licenza. Riguarda anche chi vuole restare nel mercato regolato. Il decreto legislativo n. 41 del 2024 ha previsto delle concessioni fino a nove anni, senza rinnovo automatico, e un corrispettivo una tantum di 7 milioni di euro per ogni concessione richiesta, con un massimo di cinque concessioni per gruppo societario. Già questo basta a capire che il nuovo modello punta meno sulla quantità e più sulla solidità finanziaria e organizzativa degli operatori.
Il punto non è solo economico. Quando una licenza costa così tanto e dura nove anni, l’autorità di regolazione manda un messaggio chiaro: il gioco online non viene trattato come un’area grigia o un segmento sperimentale, ma come un comparto industriale che deve reggersi su capitale, tecnologia e responsabilità.
Più tecnologia, più penali e più tracciabilità stanno ridisegnando il perimetro del settore
La parte forse meno visibile, ma più incisiva, è quella tecnica. Il decreto richiede infrastrutture hardware e software residenti nello Spazio economico europeo, standard minimi di cybersicurezza, policy di gioco responsabile e un sito internet direttamente gestito dal concessionario con dominio di primo livello nazionale. In più, il logo o il marchio del concessionario deve essere chiaramente presente.
Il decreto n. 57 del 24 aprile 2025 disciplina il procedimento per contestare e applicare le penali ai concessionari inadempienti. Il decreto n. 70 del 15 maggio 2025 definisce invece le modalità di revoca della concessione e i limiti dell’eventuale indennizzo. Questo vuol dire che non ci sono solo requisiti d’ingresso più pesanti, ma c’è anche un apparato sanzionatorio più definito lungo tutta la vita della licenza.
Alla fine cambia anche l’esperienza di chi gioca e di chi confronta le offerte online
Cambia anche il modo in cui il mercato regolato si presenta. L’articolo 15 del decreto impone misure di autolimitazione su tempo, spesa e perdite, messaggi automatici durante il gioco, informazioni obbligatorie sul gioco problematico, strumenti di autoesclusione anche per le singole categorie di prodotto e canali di contatto dedicati al gioco responsabile. La regolazione entra proprio nel design dell’esperienza utente.
In pratica, il mercato regolato oggi ruota attorno a pochi segnali molto concreti:
- una lista pubblica dei siti legali e una lista dei siti inibiti aggiornata dalle autorità;
- operatori collegati a una concessione precisa, con sito e marchio chiaramente riconducibili al concessionario;
- conti di gioco, ricariche e strumenti di tutela inseriti dentro procedure tracciate e standardizzate.
Per chi confronta i bonus, le offerte e le piattaforme, questo significa che il valore dei portali che filtrano e selezionano operatori non sta solo nel trovare l’offerta più interessante, ma nel leggere correttamente un mercato che nel 2025 è diventato molto più selettivo e molto meno permissivo.
Un mercato più stretto, ma anche più leggibile di prima
L’Italia ha scelto di alzare la soglia d’ingresso nel gioco online legale e, allo stesso tempo, di colpire con più continuità l’offerta senza concessione. I 1038 siti inibiti dall’ADM, i 7 milioni richiesti per concessione e i 46 candidati per 54 licenze fanno capire che c’è meno ambiguità, più selezione e più controllo.
Non significa che il mercato si sia ristretto in termini di domanda, anzi. I numeri del canale a distanza continuano a salire. Significa che la crescita adesso passa dentro un recinto più stretto.
















