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POZZUOLI – Carni non congelate, fresche di giornata: si può sintetizzare così la base sulla quale si sviluppa la Braceria Castellano, una realtà nata da pochi mesi sul lungomare di Pozzuoli dove la carne è protagonista indiscussa. Ed è stato un vero viaggio dei sensi l’evento organizzato presso il locale e che ha riunito giornalisti, foodblogger ed esperti del settore per conoscere le bontà dell’attività.

 

La cena ha permesso ai nove partecipanti, molti dei quali alla loro prima esperienza presso la Braceria Castellano, di assaporare birre bionde e rosse assieme ai piatti di carne firmati dallo chef Giuseppina Pelella, confrontandosi per tutta la serata con il giovane e appassionato Manuel Castellano. Un’occasione che ha consentito ai presenti di riconoscere nella Braceria Castellano un luogo destinato a intenditori ed estimatori, dove si arriva per apprezzare la carne (campana, chianina, americana, umbra) in tutta la sua qualità e bontà, non come luogo di passaggio solo per riempire lo stomaco.

La cena si è aperta con i cubotti di carne chianina: a guardarli nel piatto sembrano delle piccole spose, con il loro velo nuziale di salsa tzatziki, preparata in cucina secondo la classica ricetta greca. Sono arrivati poi la mortadella braciata con crema di pistacchio e lime e ‘Sir Gaheris’, bocconcini di maiale nero beneventano con glassa alla birra e rosmarino, anche quest’ultima frutto di vari esperimenti e tanta passione in cucina. Hanno fatto il loro ingresso degli splendidi taglieri, realtà circolari ricche di bontà diverse. Prosciutto di cinghiale affumicato, prosciutto d’anatra e prosciutto d’oca, spianata di cinghiale e salame di cervo sono arrivati alle labbra ognuno con il suo sapore particolare e squisito, accompagnati da una serie di formaggi di pecora allo zafferano, alle olive e peperoncino, macerato al vino, al tartufo, da accompagnare con della squisita conserva di pera e mele d’acacia.

Funghi, friarielli e le chips, patatine fritte di vere patate tagliate al momento, hanno fatto da contorno alle carni, pregiate nella loro bontà e nel loro modo di giungere a tavola. La Picanha, taglio di carne tipico latino-americano, è arrivata col suo uncino di cottura collegato a una struttura dalle forme circolari, mentre su pietra lavica è arrivata la Tomahawk di Scottona, una grande bistecca con l’osso che ricorda l’ascia da battaglia dei Nativi americani dalla quale prende il nome. Un lungo sorso di una particolare birra allo scotch ha chiuso un evento ricco di cose buone, nei piatti e nelle ore trascorse insieme, un incontro di fine settembre contraddistinto da allegria, ottima carne e un’aria fresca proveniente dal vicino mare. 

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