FEMMINICIDIO

NAPOLI – Una petizione popolare per escludere dai benefici penitenziari i colpevoli dei reati di femminicidio e di infanticidio. E’ l’iniziativa promossa dall’associazione “Donna e” e presentata nella Giornata Internazionale della Donna.

La petizione, indirizzata al presidente della Repubblica, al presidente del Senato, al presidente della Camera, al presidente del Consiglio dei Ministri, è tesa a chiedere al Parlamento di legiferare affinché “chiunque si renda responsabile dei reati commessi ai sensi degli articoli del Codice Civile e del Codice di Procedura Civile configurabili nella violenza contro le donne e contro i bambini, in tutte le fattispecie criminali riconducibili al femminicidio e all’infanticidio, non potrà ottenere in sede di esecuzione della pena l’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione, previste al capo sesto della legge penitenziaria, esclusa la liberazione anticipata, e non potrà ottenere misure alternative al carcere in fase cautelare”.“Questa nostra iniziativa è dedicata a Carla Ilenia Caiazzo, la donna di Pozzuoli, incinta all’ottavo mese di gravidanza, data alle fiamme dal suo compagno, e alle migliaia di vittime di quella che è una vera e propria strage di donne” – ha spiegato la presidente dell’associazione “Donna e”, Gabriella Peluso – che ha aggiunto: “Nel 2015 sono state 128 le donne uccise da mariti, compagni, padri, e, quasi sempre, il femminicidio segue atti persecutori, violenza sessuale, violenza psicologica, percosse; dall’inizio del 2016 sono ben dodici i casi di femminicidio. Non è possibile stare a contare l’ennesima vittima, bisogna reagire in maniera efficace e concreta per prevenire e reprimere gli autori di questa carneficina. L’attuale legislazione e l’ordinamento giudiziario non aiutano: troppo facile sfuggire alla maglie della giustizia, troppo frequente non pagare e mai abbastanza per la violenza inferta. Da qui la nostra proposta: pene certe e misure esemplari per i colpevoli di femminicidio e zero benefici penitenziari. Questi bastardi devono pagare aspramente”.La petizione tende ad escludere i benefici penitenziari in relazione ai reati di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, ignoranza età persona offesa, atti persecutori, stalking, maltrattamenti contro la famiglia, omicidio, infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale.

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