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NAPOLI (di Raffaele De Lucia)- Hanno un età media tra 29 e 32 anni, non hanno una casa di proprietà, hanno uno stipendio fisso e uno precario o assente e nel 15% dei casi un animale domestico.

È questa la fotografia dei giovani sposi campani scattata nel rapporto dell’Istat. In Campania sono circa 23.400 i matrimoni celebrati nel 2014 di cui il 23% quelli civili e il 7,7% quelli con persone straniere. Gli sposi campani, in particolar modo i napoletani, amano i matrimoni sfarzosi con costi che oscillano tra i 33 mila e i 65 mila euro. Sono soprattutto le donne a scegliere vestiti costosi e location da sogno. Per gli sposi invece l’attenzione si posta sul viaggio di nozze e l’arredamento per la casa. Insomma il comparto wedding, non risente della crisi. A sposarsi non ci rinuncia e il mondo dei matrimoni, negli anni, rappresenta, ancora, uno dei segmenti produttivi più floridi della nostra regione, con un fatturato annuo di oltre 2 miliardi di euro. Negli anni, però, l’approccio al matrimonio è cambiato non nella sostanza ma nella forma, soprattutto degli addobbi, nella scelta di abiti e bomboniere e delle location. Sono sempre più gli sposi, poi, che scelgono fotografi capaci di immortalare il loro giorno più bello con foto spontanee e rigorosamente non in posa. Tra gli esperti del settore di sicuro Luca Cajati dello studio fotografico partenopeo Cajati Fotografia, specializzato in foto reportage non in posa. “Molti sposi pensano che la scelta del fotografo sia poco importante e secondaria rispetto al resto, ma in realtà è importante- spiega Luca Cajati-  tanto quanto la scelta dell’abito o della location. Non tutti sono modelli o vengono bene in foto ed è per questo che un professionista attento e competente può evitare che il ricordo del giorno più bello possa risultare poi un rammarico per la vita. Non esistono trucchi- continua il fotografo- uno se vogliamo definirlo tale è la discrezione e l’essere “invisibile” rubando nel corso della giornata i momenti più belli e le espressioni più naturali. Del resto poi, le foto “rubate”, non in posa, sono le più belle e le più vere, momenti inattesi, sorrisi dimenticati a cui nessuno aveva dato peso né aveva immortalato, in cui gli sposi sono distratti a divertirsi”. Ma il lavoro di un fotografo “invisibile” e discreto come si sviluppa poi nella location scelta dagli sposi? “Il tipo di lavoro che svolgo durante una cerimonia, mi porta a non sedermi al tavolo perché mi piace muovermi alla ricerca di attimi, luci e colori da immortalare. In questo modo, riesco a catturare i momenti più belli e veri di un matrimonio realizzando delle foto che parlano da sole Il mio obiettivo è quello di stampare foto che esprimono amore, passione e gioia ed è questo ciò che piace ai miei clienti”.

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