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NAPOLI – Predire il futuro si può con la Geomanzia. Si tratta di un’antica arte cinese, datata 3mila anni fa e, ancora oggi, è ritenuta essere il più antico sistema divinatorio praticato in Occidente. Nella forma più antica si prendeva fra le mani una manciata di terriccio, la si gettava al suolo con garbo, quindi l’indovino interpretava le forme createsi.

Nella versione attuale, chiamata geomanzia sulla carta, si formula una domanda e quindi, si picchietta con la punta di una matita su un foglio, tracciandovi istintivamente dei piccoli cerchi, in sedici file. Fatto ciò, i segni vengono raggruppati a coppie, finché, alla fine della fila, non resta o una coppia intera o un segno spaiato.Questa operazione si ripete per le sedici file, e i segni finali, doppi o unici, vengono raggruppati a quattro a quattro, in modo da ottenere quattro figure di quattro segni l’una, incolonnati. Queste prime quattro figure sono dette “le madri”. Da queste, ricomponendo i segni delle quattro madri linea per linea partendo dall’alto, si ricavano altre quattro figure (le figlie). Poi, sommando i segni delle prime due e seconde due madri e delle prime due e seconde due figlie si ricavano altre quattro figure (le nipoti), e poi da queste, sempre sommando i segni, singoli o doppi, i due testimoni (del passato e del futuro), e infine dalla somma di questi due la sintesi (il cosiddetto giudice).Le figure possibili sono sedici, alcune benefiche, altre di auspicio meno lieto: popolus, via, caput draconis, puella, puer, cauda draconis, fortuna maior, carcer, fortuna minor, conjunctio, tristitia, laetitia, albus, rubeus, acquisitio, amissio. Grazie alla sua precisione inizialmente venne utilizzata nella corte imperiale per progettare le battaglie e scoprire le intenzioni degli avversari. Successivamente si diffuse attraverso la Persia in Europa.Durante il passaggio dal politeismo al monoteismo la Geomantija venne del tutto abbandonata, per poi essere ripresa in un secondo momento.Veniva nominata nei racconti delle “Mille e una notte” e Dante ne fa menzione nel Purgatorio: “Ne l’ora che non può ‘l calor dïurno/  intepidar più ‘l freddo de la luna,/ vinto da terra, e talor da Saturno/ – quando i geomanti lor Maggior Fortuna” (Divina Commedia, Purg., XIX, 1-6). Nella Geomantija nulla deve essere sottovalutato. Essa non ha limite di tempo e indica gli eventi che conseguono dalla previsione, sempre con molta precisione; mette in sinergia l’uomo e la terra e attraverso loro dà risposte alle vostre domande.Viene accolta con grande interesse dalle persone che tengono conto di due aspetti fondamentali, che sono l’uomo e la forza della natura, cioè l’intero universo.

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