Medela_Famiglia

NAPOLI – Quando un bambino nasce prematuro, non è solo lui ad avere bisogno di assistenza intensiva: anche la famiglia si trova all’improvviso a dover affrontare sfide inattese.

Per questo, il dott. Matthias Keller, che sarà presente al Simposio di Berlino, illustrerà i benefici di un percorso terapeutico (NeoPass) che pone al centro la famiglia: un’assistenza familiare integrata che inizia già prima del parto e che continua anche dopo che madre e bambino hanno lasciato l’ospedale. Grazie all’introduzione di un percorso terapeutico del genere, che coinvolge sin dall’inizio i genitori, i nati prematuri possono essere dimessi prima dall’ospedale, l’incidenza di malattie gravi è inferiore e i genitori hanno più fiducia in sè stessi nel rapporto con il loro bambino. Inoltre, un numero sensibilmente maggiore di bambini è allattato al seno al momento della dimissione.

L’alimentazione dei prematuri: più difficile di quanto si immagini

Sebbene nella maggioranza dei casi l’allattamento al seno non sia possibile nei bambini nati molto prematuri, l’alimentazione con il latte materno, ad esempio somministrato mediante sondino, va considerata lo standard di riferimento. Come spiegherà il dott. Thomas Kühn, non è infatti sufficiente che i bambini ricevano quanta più energia e proteine possibili, poiché ciò può portare a sovrappeso e favorire lo sviluppo di infezioni e alterazioni del metabolismo: la vera sfida è fornire al bambino esattamente i nutrienti e l’energia di cui ha bisogno per il suo sviluppo. Anche alcune ricerche condotte in Francia sottolineano il valore delle numerose sostanze contenute nel latte materno: infatti, il grado di sviluppo tra i due e i cinque anni dei nati prematuri alimentati con latte materno che non erano riusciti a soddisfare le normali aspettative di crescita durante la permanenza in ospedale è risultato maggiore rispetto a quello dei bambini alimentati artificialmente

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