Napoli e Palermo: il modello FOQUS

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«È la scuola che abbandona i ragazzi, non sono loro a lasciarla», si apre con queste parole di Rachele Furfaro, presidente di FOQUS, il convegno Cambiare la scuola (per) cambiare la città. Educare nelle crisi in corso di svolgimento al Museo Riso di Palermo, promosso da Regione Siciliana, Comune di Palermo e curato e organizzato da FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli ETS di Napoli che per due giorni (venerdì 5 e sabato 6 dicembre) raccoglie esperti, operatori del sociale, esponenti della ricerca universitaria e istituzioni. Una dichiarazione – quella di Rachele Furfaro – che sottolinea l’importanza di mettere in campo approcci inediti e coraggiosi per arginare la crisi del sistema educativo e le nuove questioni sociali nelle aree urbane più fragili dove la dispersione scolastica raggiunge percentuali preoccupanti. Due temi interdipendenti che pregiudicano la coesione di ogni città, e in maniera analoga Palermo e Napoli, le due capitali del Sud, giocano in questo ambito una partita decisiva per il loro futuro. Nel corso del convegno è intervenuto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha annunciato: «Il mio governo vuole prevedere nella programmazione Poc 2021-2027 un grande Piano straordinario per l’inclusione sociale e la rigenerazione urbana, ispirato all’esperienza positiva dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Il Piano avrà come obiettivo un’integrazione tra percorsi educativi, culturali, sportivi, formativi e di orientamento al lavoro con l’obiettivo di ridurre il rischio di esclusione e favorire il contrasto alla marginalità sociale ed economica dei minori. Nell’immediato, si attiverà un progetto pilota in una delle zone più critiche delle tre città metropolitane a partire da Palermo».

Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, si è soffermato sull’importanza dell’educazione nel futuro delle nuove generazioni sottolineando come «questa iniziativa rappresenta un momento prezioso di confronto nazionale su un tema decisivo per il futuro delle nostre comunità. Per questa Amministrazione il fattore educativo è una priorità assoluta. Quando mi sono insediato la copertura dei posti negli asili nido comunali era appena del 6,6%, oggi abbiamo raggiunto il 27,18%, pari a quasi 4.000 posti: è un salto senza precedenti, frutto di un lavoro costante di programmazione e investimento. Tutto questo perché si vuole offrire ai bambini ambienti scolastici accoglienti, stimolanti e capaci di favorire la socialità. Perché è lì, nell’infanzia, che si costruisce la città del futuro. Ringrazio la Fondazione Foqus, gli esperti, gli operatori e le istituzioni presenti per aver scelto Palermo come luogo di questa riflessione. Continueremo a lavorare insieme, consapevoli che investire nell’educazione significa investire nel destino stesso della nostra comunità».E il deputato regionale Gianfranco Miccichè, ha aggiunto: «Non sono uno studioso del settore, ma credo che si debba avere il coraggio di riconoscere che la scuola, così com’è oggi, non basta più.

Specie in alcuni quartieri dove purtroppo le famiglie non hanno gli strumenti, ed è qui che la scuola intesa come “comunità educativa” diventa decisiva. Ritengo dunque che dobbiamo ripensare la scuola come spazio vivo, aperto, condiviso. La dispersione scolastica si combatte costruendo comunità. Ed è con questo spirito che guardiamo all’esempio di FOQUS, nei Quartieri Spagnoli di Napoli, che ha saputo creare un nuovo metodo educativo che oltre alla rigenerazione della scuola ha innescato un sistema virtuoso economico e sociale capace di fare bene all’intera comunità. E allora vi confesso che, sulle orme dell’esperienza di Napoli, vorrei che Palermo diventasse un laboratorio nazionale».

ALCUNI DATI SUL FENOMENO DELLA DISPERSIONE E DELL’ABBANDONO SCOLASTICO

Se rispetto a dieci anni fa l’Italia ha visto un contenimento del fenomeno, sceso in media sotto il 10%, e registrato anche al Sud (la Campania superava il 18%, Puglia e Calabria si attestavano tra 16 e 17%) e nelle isole (qui si oltrepassava ampiamente il 20%, e attualmente si registra una diminuzione vicina ai 10 punti percentuali), i num\eri sono ancora poco confortanti. In Sicilia la quota di giovani che ha lasciato gli studi prima del tempo, supera il 15%. A Palermo, nei quartieri poveri, arriva al 32%. La percentuale di studenti al livello 1 (il più basso) nei test Invalsi di Italiano (III media, anno scolastico 2022/2023: al primo posto nazionale la città di Prato (29,9%), al secondo la città di Palermo (24,67%) dove 1 studente su 4 ha apprendimenti totalmente inadeguati, con bassissima capacità di comprensione, scrittura, espressione. Seguono in ordine: Trapani, Napoli, Agrigento, Catania.

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