Napoli, giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

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Si terrà domani, 25 novembre, la seconda edizione di “15 minuti” il convegno organizzato dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” presso l’aula SP1 del complesso di Santa Patrizia (via Armanni 5, Napoli). L’evento, patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale (SIMLA), si presenta come un convegno multidisciplinare per contrastare femminicidi e violenza di genere attraverso formazione, medicina legale e testimonianze dai centri antiviolenza.

Questo evento – sottolinea il professore Carlo Campobasso, componente del consiglio direttivo SIMLA e componente della segreteria scientifica dell’evento –  vuole rappresentare un momento di costruzione collettiva di conoscenze, competenze e reti operative. Perché la violenza contro le donne non è un’emergenza episodica da gestire, ma una questione strutturale che richiede interventi sistemici, coordinati e basati sull’evidenza scientifica. La medicina legale vuole essere in prima in questo processo“.

Di fronte al preoccupante incremento dei fenomeni di femminicidio e violenza di genere che continua a segnare anche il nostro Paese, bisogna andare oltre l’approccio frammentario e l’emotività del momento. Serve un metodo rigoroso, multidisciplinare, capace di integrare formazione scientifica, educazione civica e sensibilizzazione collettiva in un’unica strategia d’azione. Nel corso del lavori si metteranno in campo tre differenti prospettive: medico-legale per documentare, riconoscere e certificare la violenza attraverso protocolli standardizzati, contribuendo a rendere giustizia alle vittime e a costruire prove solide nei procedimenti giudiziari; giuridica per comprendere gli strumenti normativi di tutela, le lacune legislative ancora esistenti e le best practice di contrasto sviluppate a livello nazionale e internazionale; psicosociale per decodificare le dinamiche relazionali che alimentano la violenza, i meccanismi di controllo coercitivo e i percorsi di uscita dalla spirale dell’abuso.

Nel corso del pomeriggio, grande rilievo sarà assegnato alla medicina di genere, una disciplina emergente che indaga le differenze biologiche, fisiologiche e socio-culturali tra i sessi nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie. Applicata al tema oggetto del convegno, questa disciplina si rivela uno strumento essenziale per comprendere l’impatto della violenza sul corpo e sulla psiche femminile, i segnali fisici e comportamentali considerati indicatori precoci di abuso, le modalità per personalizzare i percorsi di cura e recupero in base alle specificità di genere e quindi il ruolo dei fattori ormonali, neurologici e immunologici nella risposta al trauma La medicina di genere non è solo una questione di equità sanitaria: è un paradigma scientifico che permette di leggere la violenza con occhi nuovi, più precisi, più efficaci.

Ad arricchire i lavori, saranno le testimonianze operative di chi quotidianamente si trova in prima linea nel contrasto alla violenza: operatrici e operatori dei centri antiviolenza, psicologhe, assistenti sociali, responsabili delle case rifugio e delle strutture di accoglienza attive sul territorio. Saranno loro a raccontare le storie che i numeri non possono contenere: i percorsi di liberazione, le difficoltà burocratiche, i successi e le ricadute, le risorse che mancano e quelle che fanno la differenza. Perché la violenza si combatte anche con l’ascolto, l’accompagnamento e la costruzione paziente di alternative concrete.

 

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