Anche Napoli deve fare i conti con l’invecchiamento della popolazione. E non solo perché, a fronte della quota di Over 65 che oggi sfiora il 20%, la città partenopea deve rispondere alla richiesta sempre maggiore di assistenza e presa in carico soprattutto di persone con Alzheimer. Secondo i più recenti studi, in Campania soltanto 4 anziani ogni 1.000 residente hanno la possibilità di usufruire di servizi legati alle residenze sanitarie assistenziali.
In questo scenario si inserisce il nuovo centro Sollievo Alzheimer gestito dalla cooperativa sociale Medihospes. Una struttura aperta quattro giorni alla settimana per garantire un equilibrio tra continuità delle attività e rispetto dei ritmi degli ospiti, evitando così sovraccarichi e favorendo la partecipazione attiva di tutti.
Le giornate sono state organizzate alternando momenti di stimolazione cognitiva, attività manuali e ricreative, musicoterapia e incontri di socializzazione. Il centro è progettato per accogliere al giorno due gruppi di dieci persone con deficit cognitivo di grado medio-lieve per un totale di venti utenti seguiti a settimana dall’equipe della Medihospes. Questa scelta consente di offrire un servizio personalizzato: saranno coinvolti attivamente anche i familiari e i caregiver, considerati parte integrante del progetto. Per loro verranno predisposti spazi dedicati e attività di supporto e socializzazione, condotte da professionisti con esperienza pluriennale nel settore. L’obiettivo è creare un contesto di cura condivisa che sostenga non solo il malato ma anche chi se ne prende cura, riducendo il carico assistenziale e favorendo la continuità relazionale.
All’interno del centro Sollievo sono stati allestiti spazi dedicati alla realizzazione di Alzheimer Caffè e gruppi famiglie, luoghi sicuri e accoglienti dove caregiver e utenti potranno incontrarsi, confrontarsi e ricevere supporto professionale. Gli incontri sono stati pensati con un approccio flessibile, adattato alle esigenze dei partecipanti, e seguiranno una struttura semplice: accoglienza, attività dedicate (sia separate sia congiunte) e un momento conviviale di saluto per favorire la socializzazione e ridurre il senso di isolamento.
Il coinvolgimento attivo delle famiglie sarà promosso attraverso iniziative che rafforzino la fiducia e la collaborazione, valorizzando le risorse umane, sociali e culturali del territorio. Saranno attivati gruppi di mutuo aiuto e azioni di affiancamento nella cura quotidiana, come l’accompagnamento ai servizi terapeutici per alleggerire il carico assistenziale.
L’obiettivo ultimo è costruire un modello relazionale partecipato che sostenga la famiglia non solo nella gestione della persona con Alzheimer, ma anche nelle relazioni con i servizi e le agenzie del territorio. Come spiegano dalla cooperativa sociale Medihospes, “questa azione mira a offrire ai caregiver non solo strumenti pratici e conoscenze, ma anche spazi di ascolto e condivisione per prevenire l’isolamento e promuovere il benessere psico-fisico-sociale dell’intero contesto familiare”.

















