A Napoli il Carnevale si nutre di realtà, affetto e identità. Non solo personaggi delle fiabe o supereroi: tra le maschere più riconoscibili e amate di quest’anno sfilano anche i volti contemporanei della cucina di mare più nota della città. Tra coriandoli e sorrisi, alcuni bambini hanno scelto di travestirsi da ’A figlia d’ ’o Marenaro e da Scicchitano, reinterpretando con sorprendente autenticità due figure simbolo della ristorazione di mare partenopea che sta avendo sempre più eco anche sui social.
A rendere la scena ancora più suggestiva è il carrello che accompagna la sfilata, sul quale campeggia la scenografica torta Vesuvio di Poppella, la stessa mostrata durante la recente inaugurazione del locale Scicchitano sul lungomare. Un dettaglio che trasforma il gioco in racconto e il travestimento in omaggio, unendo tradizione, memoria e contemporaneità.
Non è la prima volta che accade per Assunta Pacifico. Da anni, infatti, tante bambine scelgono di travestirsi da ’A figlia d’ ’o Marenaro, segno di un affetto popolare profondo e spontaneo verso l’imprenditrice napoletana. Un fenomeno che racconta molto più di una semplice “maschera”: racconta l’identificazione, l’ispirazione e il legame autentico tra la città e chi, con il proprio lavoro e la propria personalità, ne è diventato simbolo.
A Napoli, anche il Carnevale diventa così uno specchio della sua anima più vera. Le maschere non sono solo fantasia, ma riconoscimento. Sono il modo più sincero con cui la città celebra chi sente parte di sé.

















