Oltre le barriere: verso un’inclusione sociale autentica per tutti

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Affranta e con un grandissimo senso di colpa. È stato questo il sentimento che è nato in una giovane liceale di Napoli, 14enne, appena e affetta da una tetraparesi si è vista costretta a dover rinunciare alla gita tanto sognata e desiderata. Il tutto a causa di un’indisponibilità di un veicolo speciale che, non doveva far altro, che accompagnarla in un teatro a vedere con i suoi amici di classe, uno spettacolo inclusivo, scelto addirittura per lei. Tutto è accaduto poco più di un mese fa in un istituto del Vomero. La madre ha denunciato tutta la questione ai militari della caserma di Piazza Quattro Giornate.

Il giorno della gita infatti, la madre all’oscura di tutto era convinta che la figlia fosse a teatro, solo quando è andata a riprenderla a scuola, nel tardo pomeriggio, ha scoperto che la bambina era rimasta a fare lezione in aula. “È stata una doccia fredda. Oggi sono molto arrabbiata. Per noi è una guerra continua, tutti se ne lavano le mani e la vicenda della scuola è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi nefasti. Sono divorziata e madre di due ragazzini di 10 e 14 anni che sto crescendo praticamente da sola con appena mille euro al mese. Lo Stato non mi aiuta. Ho dovuto acquistare con i miei risparmi una vettura di 40mila per non tenere mia figlia chiusa in casa e non riesco a sbloccare gli arretrati di due anni di aiuti. Il 2018 e il 2019 che adesso mi farebbero veramente comodo visto che non sono riuscita a pagare l’assicurazione della vettura”, queste le parole della madre.

Ma non soltanto l’acquisto di una macchina, la madre ha dovuto persino comprare una sedia e un tablet che, come il banco, anche quello specifico, sono più utili e necessari vista la disabilità. Stando alle parole della signora, l’istituito in questione non si è mai interessato fino in fondo dei problemi legati alla bambina e alla condizione familiare, ed è per questo motivo che la donna ha deciso di rivolgersi agli avvocati Sergio Pisani e Cecilia Gargiulo che, da anni, insieme all’associazione “La battaglia di Andrea” sono in prima linea nella lotta e nella difesa dei bambini disabili.

Ed è così la ragazzina, nonostante si trovi a vivere con gli occhi pieni di speranza e il sorriso come suo fedele compagno, affronta sempre il tutto con coraggio e determinazione, facendone una battaglia di vita. Una routine che la costringe a confrontarsi con le barriere fisiche e sociali che non fanno altro che separarla dal mondo esterno, di cui sente il richiamo, ma che le sembra sempre più lontano, ogni giorno che passi. Non è la sua disabilità a doverla farla sentire isolata bensì la dura realtà in cui deve scontrarsi, proprio com’è accaduto con la gita scolastica. Nel tessuto della nostra società, c’è una ricchezza di diversità che spesso si riflette nella vastità delle esperienze umane. Tuttavia, tra le molteplici sfaccettature della diversità, c’è una realtà che spesso viene ignorata o sottovalutata: la sfida delle persone con disabilità e il loro costante percorso verso l’inclusione sociale.

Tra le tante difficoltà presente anche la questione degli stalli dedicati interamente ai disabili, a farsi portavoce di questa battaglia è Paola, mamma di due bambini: Marco e Marta, quest’ultima, affetta da una paralisi celebrale infantile dovuta al parto prematuro, nata a 33 settimane da un parto naturale anziché cesareo ed è proprio a causa di ciò che Marta ora si ritrova ad affrontare questa malattia.

Da quel momento in poi è nato un profilo Instagram “Imartuccia09” dedicato proprio alla figlia e si può notare di come Paola mostra la quotidianità della sua famiglia, ma anche, purtroppo le cose negative, come per l’appunto la questione delle auto. Spesso capita quando escono non riescono purtroppo a camminare in maniera tranquilla e non riescono a utilizzare le discese o gli scivoli creati apposta per chi è in possesso delle carrozzine poiché occupati da macchine o motorini ed è per questo motivo che si ritrovano costretti a dover camminare al di fuori dei marciapiedi tra il traffico e le macchine.

Ed è così che ha iniziato una sorta di sensibilizzazione sull’argomento e con ironia ha fatto stampare degli adesivi che attacca sui finestrini delle macchine e che recitano questa frase: “sei una…. Hai occupato lo scivolo per disabili”, e spera in cuor suo che prima o poi questa missione possa portare a ri-educare i cittadini.  È fondamentale garantire che gli stalli per disabili siano utilizzati solo da coloro che ne hanno effettivamente bisogno.

Le città possono adottare misure di controllo più rigorose, come l’installazione di telecamere di sorveglianza o l’impiego di personale addetto alla vigilanza, per prevenire l’abuso degli stalli riservati. È altresì importante sensibilizzare i cittadini sull’importanza di rispettare questi spazi e sulle conseguenze legali dell’uso improprio degli stessi.

Le città devono e possono adottare una serie di misure affinché gli spazi urbani possono essere più accessibili a tutte le persone con disabilità: la rimozione di scalinate e gradine e sostituirle con l’installazione di rampe, ascensori e segnaletica tattile per consentire un accesso più agevole ai luoghi pubblici. Inoltre, aggiungere degli attraversamenti pedonali sicuri e accessibili e soprattutto, poter installare delle panchine dedicate interamente a loro, organizzare eventi educativi, workshop e incontri pubblici per sensibilizzare i cittadini.

È importante anche introdurre la tematica nei programmi educativi nelle scuole che andrebbe sicuramente a contribuire e a promuovere una cultura di rispetto e tolleranza verso la diversità. Le condizioni di disabilità possono assumere molte forme e manifestarsi in modi diversi, ma tutte condividono un comune denominatore: la lotta per essere riconosciute e accettate nella società.

L’inclusione sociale diventa quindi una battaglia quotidiana, una ricerca costante di spazi, opportunità e diritti che spesso vengono negati o limitati da: pregiudizi, discriminazioni e mancanza di consapevolezza sulle sfide che le persone con disabilità devono affrontare. Esse non solo limitano le opportunità delle persone con disabilità, ma impoveriscono anche la nostra società nel suo complesso, privandola delle preziose risorse e delle prospettive uniche che queste persone possono offrire.

Per affrontare questa sfida, dobbiamo impegnarci a creare un ambiente più inclusivo, che valorizzi la diversità e che promuova i diritti e il benessere di tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o cognitive. Ciò significa abbattere le barriere, sia fisiche che mentali, e lavorare insieme per costruire una società più equa, solidale e rispettosa dei diritti di tutti i suoi membri. L’inclusione sociale non è solo un obiettivo da raggiungere, ma un valore fondamentale che dovrebbe permeare ogni aspetto della nostra vita collettiva. Solo attraverso un impegno collettivo e continuo possiamo sperare di creare un mondo in cui ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione di disabilità, possa sentirsi pienamente accettata, rispettata e libera di realizzare il proprio potenziale.

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