NAPOLI – Un aperitivo per promuovere a Napoli la buona prassi di ospitare i rifugiati nelle proprie case. L’iniziativa, organizzata da Refugee Welcome Italia si terrà Giovedì 19 dicembre a partire dalle ore 19,00 presso Meikhane Mafalda, il ristolab gestito da Tobilì la cooperativa di rifugiati, in via Bellini, 3/5 Napoli. Lo scopo è festeggiare sia la presenza di Refugee Welcome Italia sul territorio di Napoli, nonché l’avvio della prima convivenza napoletana.

L’ospitalità in famiglia è il modo migliore per facilitare l’inclusione sociale dei rifugiati nel nostro Paese e per combattere pregiudizi e paure.
L’accoglienza in famiglia può essere, per il rifugiato, un momento decisivo del percorso verso la piena autonomia: vivere con delle persone del luogo è il modo migliore per entrare a far parte di una comunità e conoscere più velocemente il contesto sociale e culturale del Paese ospitante. Il rifugiato potrà creare più facilmente una rete di rapporti sociali, migliorare la conoscenza della lingua, riattivare risorse umane e professionali, investire in un proprio progetto di vita: riprendere a studiare, trovare un lavoro, frequentare un corso di formazione professionale.

Refugee Welcome Italia Onlus è un’associazione apartitica, costituita l’11 dicembre 2015, fa parte del network europeo Refugees Welcome International, fondato a Berlino nel 2014 e ora attivo in 15 Paesi.

“Il nostro progetto per ora non guarda ai grandi numeri, in quanto il fenomeno dell’accoglienza in famiglia copre una nicchia, ma è una grande sfida perché intende proporre un modello di accoglienza che coinvolge il cittadino in prima persona dando prova di una solidarietà praticata, non solo declamata – spiega Massimo Angrisano, coordinatore Refugee Welcome area Napoli e Caserta – la sfida inoltre è anche esperienziale, poiché permette di conoscere l’altro abbattendo ogni forma di pregiudizio”.

Refugees Welcome Italia Onlus nasce grazie all’impegno e alla dedizione di un gruppo di professionisti con competenze multidisciplinari e una solida esperienza nel campo delle politiche dell’accoglienza e dell’inclusione sociale: project manager, operatori sociali, psicologi, legali, ricercatori sociali, esperti di comunicazione e raccolta fondi, giornalisti, fotografi.

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