NAPOLI – Artigianato e moda. Un binomio che negli ultimi tempi si è consolidato sempre di più. Ma adesso si aggiunge una terza variabile: la sostenibilità. E così che da Asia Napoli, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti in città, arriva il contest che vuole combattere il fast fashion e puntare direttamente alle direttive in linea con l’obiettivo 12 dell’Agenda 2030 ONU “Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili”.
‘Riciclando la Moda’ è il concorso dedicato alle scuole della città che hanno realizzato outfit esclusivamente con materiale di riciclo o tessuti ecosostenibili, un appuntamento promosso ed organizzato nell’ambito del programma di informazione e di sensibilizzazione per la riduzione e la separazione dei rifiuti “Educambiente” dedicato agli Istituti scolastici di ogni ordine e grado della città di Napoli.
“Napoli attira anche per la cultura della moda e abbiamo scelto di valorizzarle questo aspetto attraverso il trattamento dei rifiuti che raggiungono il fine vita – ha spiegato Domenico Ruggiero amministratore unico Asia – c’è un’attenzione a utilizzare tanti capi che poi diventano rifiuti, i primi a toccarli siamo noi che ci occupiamo di recuperare più materiale possibile dai tessuti. Ed è partendo da interventi come questo che crediamo si debba diffondere un messaggio forte di ecosostenibilità alle nuove generazioni”.
Gli studenti attraverso la realizzazione di abiti ecosostenibili daranno risalto al connubio che esiste tra moda e ambiente e non solo. Per loro sarà l’occasione per entrare in contatto diretto con il mondo del lavoro. Aziende prestigiose del gruppo artigianale ‘Le mani di Napoli’, che comprende sarti, calzolai, guantai, camiciai, a cui si aggiunge la storica boutique e sartoria di Maurizio Marinella accoglieranno i vincitori del contest che addirittura potrebbero vedere realizzata la propria idea di abito o accessorio sostenibile grazie ad uno dei marchi delle eccellenze della moda del Made in Naples
“Vogliamo lanciare una sfida al mercato della moda con degli abiti che altrimenti sarebbero stati dei rifiuti – spiega Carlo Lupoli direttore affari generali Asia – Cerchiamo di dare l’idea di un’azienda diversa, non limitandoci a raccogliere il sacchetto ma puntando sui giovani e oltre al piano assunzione nelle scuole, cerchiamo di sviluppare l’educazione al riciclo e riutilizzo dei materiali differenziati”.
“Ci inseriamo in questo progetto perché riteniamo strategico il coinvolgimento dei giovani – spiega Fabio Costella di Conai, Consorzio nazionale Imballaggi – la corretta differenziata con una buona qualità ha un impatto su tutta la filiera e il conseguente recupero dei materiali. Il Sud con iniziative come questa ha fatto passi da gigante”.
E Napoli ha risposto molto bene all’appello di Asia. “La parola rifiuti dal latino significa respingere, ma oggi è cambiato il significato del rifiuto dobbiamo intercettare questa che è ormai una risorsa anche per i giovani che possono avviare il loro impegno sociale e professionale in questo ambito – ha spiegato Vincenzo Santagada, assessore al Verde del Comune di Napoli – è necessario però che entri in gioco un processo culturale, parliamo di transizione ecologica e quando si immettono nel mercato nuovi materiali, a quel materiale deve essere applicato un codice genetico. Dal punto di vista scientifico è necessario conoscere sin da subito i processi per recuperare quel nuovo materiale, penso che questo possa rappresentare il salto di qualità”.
I lavori in concorso verranno presentati durante la manifestazione conclusiva di Educambiente che terrà il 9 maggio 2023 presso il Teatro Mediterraneo – Mostra d’Oltremare dalle ore 9 alle ore 13.30, attraverso la organizzazione della sfilata denominata “Riciclando la Moda”.
Il connubio tra la sostenibilità e l’artigianato è fondamentale – spiega Giancarlo Maresca rappresentante dell’associazione “Le Mani di Napoli” – Investiamo molto sulla formazione interna dei nuovi artigiani che hanno voglia di apprendere i principi dello stile e dei processi tipici della moda napoletana invogliando i ragazzi a capire che quello dell’artigianato può essere uno stile di vita davvero sostenibile ed in grado di svilupparsi, per questo abbiamo chiesto ai ragazzi di sviluppare idee semplici”.













