NAPOLI – Giacomo Leopardi moriva a Napoli in Vico Pero il 14 giugno del 1837. L’autore de l’Infinito di cui ricorre quest’anno il bicenteneario ( La Bibilioteca Nazionale di Napoli ne conserva l’originale) si spegneva in un giugno caldo e colerico.

Sulla sua morte si sono raccontate fantasiose storielle, alimentate anche da fuorvianti scritti del fidato amico Antonio Ranieri. Tutte storie confutate dagli studi effettuati da autorevoli componenti del Comitato letterario “Leopardi e Napoli, legame indissolubile” tra cui il docente universitario Carlo Di Lieto, che in conferenze e saggi (l’ultimo, con un testo collettaneo in uscita in questi giorni (Infinito Leopardi volume 2 edito da MediaLeader per la collana Percorsi) svela fatti inediti sulle ultime ore del poeta.

“Nulla a che vedere con le indigestioni di confetti e limonate ghiacciate, il nostro Leopardi morì a causa dall’aggravamento delle sue patologie e dall’infezione del temuto colera, che tante vittime mieteva, in quel periodo, tra la popolazione napoletana e certamente senza distinzione di censo – dichiara il coordinatore Agostino Ingenito – Ecco perché continuiamo il nostro approfondimento sul Recanatese che certo non mancò di criticare aspramente quella città che lo accolse tre anni prima e in cui trovò la morte”.

In occasione del 182 anniversario della morte, il Comitato ha inteso organizzare due iniziative.

“Lo scorso anno piantammo una ginestra sulla tomba del Poeta al Paro Vergiliano a Fourigrotta, quest’anno avviamo a nostre spese un ciclo di pulizie delle steli e targhe che ricordano Leopardi– dichiara Agostino Ingenito – Iniziamo con quella che è visibile sulla facciata del palazzo che da su Via Santa Teresa degli Scalzi, luogo in cui si spense il Poeta e proseguiremo poi negli altri luoghi in cui visse”. Fervono intanto i preparativi anche per il 221 genetliaco del Poeta che quest’anno sarà organizzato a Ravello con la presentazione del nuovo volume e le letture dell’Infinito e delle opere frutto di quel pensiero poetante di Giacomo Leopardi.

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