NAPOLI – Erano partiti quasi sei anni fa con 20 terrazze, oggi le terrazze sono quasi 200 e ciò fa dell’Orto Sociale Urbano di Ponticelli (all’interno del Parco De Filippo di Via Malibran) l’orto forse più grande di Italia. Stamattina, dopo un mese di lavoro per renderla accessibile, è stata aperta al pubblico una nuova sezione dell’Orto, con la riqualificazione di 50 piazzole in stato di totale abbandono e degrado, che saranno assegnate nei prossimi giorni ad altrettante famiglie della zona. L’iniziativa è stata realizzata dal gruppo di imprese sociali Gesco nell’ambito della campagna Adotta uno spazio verde e finanziata con il ricavato della vendita di agendo 2021 Oltre l’infinito, l’agenda libro di Gesco che da due edizioni è dedicata a sostenere progetti ambientali.

Senza dubbio l’Orto Sociale Urbano di Ponticelli è un’esperienza di bene comune unica nel suo genere, per la molteplicità dei soggetti coinvolti. Lo spazio, completamente abbandonato a se stesso, fu affidato nell’ottobre 2015 dal Comune di Napoli al Centro Diurno Lilliput, dell’Unità Operativa Complessa Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro, che lo gestisce attraverso la cooperativa sociale Era del gruppo Gesco. Frutto di una collaborazione tra Comune di Napoli, Dipartimento Dipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro, Gesco e Comitato Cittadino “Parco Fratelli De Filippo”, il progetto ha visto, fin dall’inizio, una forte partecipazione delle associazioni del territorio e dei cittadini.

“Oggi è successa una cosa straordinaria. Le famiglie napoletane si sono riappropriate di un pezzo di città che altrimenti sarebbe stato abbandonando a se stesso, ma soprattutto si sono ritrovate per mettersi insieme – afferma il presidente di Gesco Sergio D’Angelo – La riqualificazione della parte alta dell’Orto sociale e la sua “adozione” da parte delle famiglie del territorio rappresentano il segnale di una città che non si è addormentata con il lockdown ma resiste e si prende cura dei suoi spazi verdi. Il vero valore in questa impresa è essere riusciti ad aggregare quattrocento famiglie con l’obiettivo di ricercare, in tempi di individualismo ed egoismi, soluzioni collettive a problemi individuali. La prossima tappa di questo percorso sarà lavorare ad un gruppo d’acquisto e ad una comunità energetica al fine di consolidare questa rete, convinti come siamo che solo insieme possiamo trovare soluzioni”.

Dal 17 maggio scorso il gruppo Gesco ha attivato l’azione di ripristino del verde attraverso un format già sperimentato in altre esperienze di riqualificazione che vede impegnati gli utenti dei centri diurni per le tossicodipendenze dell’Asl Napoli 1 Centro (Aleph, Arteteca, Lilliput, Palomar) in attività di formazione e lavoro grazie alla cooperativa di tipo B Aquilone Service.

“Un risultato ottenuto grazie all’impegno dei cittadini e alla nostra caparbietà di investire risorse nel recupero di aree verdi urbane da restituire alle famiglie e ai bambini – commenta Giacomo Smarrazzo, direttore di Gesco nonché presidente della cooperativa Era – Un esempio di come i servizi pubblici si possano integrare sempre di più con le comunità nell’ottica che le politiche sociali siano non solo volano di sviluppo ma anche stimolo alla partecipazione cittadina”.

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