NAPOLI (Di Stefano Esposito) – Il 14 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Diabete, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Federazione Internazionale del Diabete nel 1991. È l’occasione per richiamare l’attenzione su una malattia cronica che oggi rappresenta una delle principali emergenze sanitarie globali. Secondo l’ultimo Diabetes Atlas della IDF, sono oltre 537 milioni le persone affette da diabete nel mondo, un numero destinato a salire se non si interviene con politiche efficaci di prevenzione. In Italia, si stima che i casi superino i 4 milioni, con un’ulteriore quota di cittadini che convivono con la malattia senza saperlo.
Il tema scelto per il 2025, “Accesso alle cure e all’educazione sul diabete”, sottolinea l’importanza di garantire a tutti i pazienti la possibilità di ricevere diagnosi tempestive e trattamenti adeguati. L’accesso alle cure resta infatti un nodo critico, soprattutto nelle aree del mondo dove le risorse sanitarie sono limitate e la formazione sulle malattie croniche è insufficiente. Anche nei Paesi sviluppati, le disuguaglianze sociali e territoriali incidono sulla qualità dell’assistenza e sulla prevenzione.
Il diabete è una patologia complessa, che si manifesta con un’eccessiva presenza di glucosio nel sangue a causa di una produzione insufficiente di insulina o di una ridotta capacità dell’organismo di utilizzarla. Le sue conseguenze possono essere gravi, ma una diagnosi precoce e uno stile di vita equilibrato permettono di ridurre notevolmente il rischio di complicanze cardiovascolari, renali e neurologiche. Tuttavia, molti casi vengono ancora individuati troppo tardi, quando i danni sono già in corso.
In Italia, la Giornata Mondiale del Diabete è accompagnata da numerose iniziative di informazione e prevenzione, promosse dalle associazioni di pazienti e dalle società scientifiche. In diverse città saranno organizzati punti di screening gratuiti, conferenze e momenti di sensibilizzazione, mentre monumenti e palazzi pubblici si illumineranno di blu, il colore simbolo della lotta al diabete.
Oltre alla prevenzione, un ruolo sempre più importante è affidato alla tecnologia. I nuovi sistemi di monitoraggio continuo della glicemia e i dispositivi digitali per la somministrazione dell’insulina stanno trasformando la gestione quotidiana della malattia, rendendola più precisa e meno invasiva. Ma la tecnologia, da sola, non basta: la sfida è soprattutto culturale. Promuovere la conoscenza del diabete, abbattere lo stigma e diffondere buone pratiche di salute rimangono gli strumenti più efficaci per affrontare quella che, secondo l’OMS, è ormai una “pandemia silenziosa”.

















