NAPOLI – Valutazione dell’attività di malattia nei pazienti con artrite reumatoide nel follow-up terapeutico con farmaci biotecnologici” è il tema del workshop ad alta specializzazione organizzato con il supporto incondizionato di Pfizer dalla società napoletana di consulenza e progettazione sanitaria SaniProGest. Responsabili scientifici dell’incontro, che si terrà questo giovedì, 28 ottobre, a Salerno (Sala Convegni Grand Hotel Salerno, Lungomare Clemente Tafuri n.1) dalle 13.30 alle 18.30, il Prof. Paolo Moscato responsabile della Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, e il dott. Ugo Trama, dirigente UOD Politiche del farmaco della Regione Campania. Ai lavori prenderanno parte i reumatologi Patrizia Amato e Giuseppe Toriello e per la Fimmg Concetta De Rosa.

L’Artrite Reumatoide (AR) è una malattia autoimmune sistemica che comporta disabilità oltre ad un aumento della morbilità e mortalità cardiovascolare: dunque ha un alto costo sociale oltre a comportare una seria compromissione della qualità della vita di chi ne soffre. “Se fino solo a pochi anni fa alla medicina non restava che “accompagnare” il malato nel lungo percorso della disabilità con gli antidolorifici, oggi abbiamo armi efficacissime, costituite dai farmaci biologici e dai più moderni jack-inibitori che non solo agiscono sul dolore, ma consentono di ridurre l’attività della malattia fino, in molti casi, anche alla remissione”, spiega il Prof. Paolo Moscato.

L’efficacia della terapia, tuttavia, dipende da due variabili fondamentali: la tempestività della diagnosi e il follow up meticoloso e periodico del paziente, per quello che viene definito approccio “treat to target”, ovvero con strategie terapeutiche mirate, calibrate sulle necessità, in cambiamento, del singolo paziente: “L’approccio treat to target – aggiunge il Prof. Moscato – aumenta sia l’efficacia della terapia, sia il mantenimento dei risultati nel tempo. Ovviamente questo significa dover vedere spesso il paziente”.

Il persistere dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, con le conseguenti difficoltà ad evadere prestazioni sanitarie non d’urgenza e la tendenza, soprattutto tra i pazienti fragili quali quelli con A/R, a rinviare i controlli stanno notevolmente ostacolando le terapie. “Da qui la necessità di elaborare nuovi strumenti per l’assistenza sanitaria, che consentano la gestione dei pazienti anche da remoto, attraverso l’attivazione di un network funzionale, una rete, tra specialisti e medici di medicina generale che svolgono un ruolo fondamentale sia nell’intercettare i pazienti che nel loro follow up, che è l’obiettivo di fondo del nostro workshop”.

“Come segretario della Fimmg Salerno mi preme sottolineare la necessità di un colloquio efficiente ed efficace tra medici di medicina generale e specialisti per la gestione dei pazienti – dice il dott. Elio Giusto – federazione medici di medicina generale di Salerno – Del resto è proprio al medico di medicina generale che spetta il compito di inquadrare il paziente, seguirlo e, ove necessario, chiamare in causa lo specialista. Nell’interesse dei pazienti, quindi, ben vengano tutte le iniziative finalizzate a potenziare questa integrazione”.

“Per ridurre morbilità e mortalità, è evidente la necessità di una rete strutturata, dotata dei necessari strumenti informatici, per dialogare efficacemente e indirizzare tempestivamente i pazienti allo specialista. Fondamentale, inoltre, l’attivazione di percorsi formativi per i medici di medicina generale che costituiscono il primo baluardo, sul territorio, a difesa della salute. E’ a loro, infatti, che spetta il compito di intercettare i pazienti ed indirizzarli”, dichiara Concetta De Rosa della Fmmg Salerno.

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