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NAPOLI – “L’emergenza Covid non deve penalizzare oltremodo i pazienti colpiti da altre patologie altrettanto gravi che necessitano di cure continue e indispensabili. E’ il caso di coloro che devono ricorrere alle cure della terapia del dolore. Ho ricevuto l’appello dell’associazione “Il nodo” che ha come finalità la tutela di coloro che non possono giovarsi di cure destinate alla guarigione, ovvero le persone che necessitano di cure palliative e di terapia del dolore, presso l’ospedale Cardarelli. Con l’esplosione dell’emergenza COVID-19, l ’U.O.C. di Terapia del Dolore e Cure Palliative è stata privata sia dei locali, sia dei presidi assegnati, sia della maggioranza dei posti letto. Dei dieci previsti ne sono rimasti solo quattro e, come si evince dalla denuncia dell’associazione, sembra siano stati bloccati anche i ricoveri. Ho chiesto ulteriori verifiche di questa situazione che ritengo incompatibile con i principi del nostro sistema sanitario da sempre improntati a farsi carico principalmente delle esigenze di chi soffre di più. Ritengo improrogabile la convocazione di un tavolo tecnico che accerti i numeri per garantire questo servizio essenziale in tutta la regione e che coordini la necessità di recuperare posti Covid con quella di non depotenziare gli altri reparti”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto la richiesta di aiuto del presidente dell’associazione Il Nodo, Vincenzo Andreoli che ha lanciato l’allarme tramite la trasmissione radiofonica la Radiazza su Radio Marte condotta da Gianni Simioli.

“La situazione, dalle segnalazioni a noi pervenute, appare drammatica e disumana per persone che si stanno congedando dalla vita e che non meritano un simile trattamento, qualunque sia la condizione attuale di emergenza – ha scritto Andreoli nella sua nota indirizzata al direttore del nosocomio partenopeo. Chiediamo che che l’U.O.C. di Terapia del Dolore e Cure Palliative sia ripristinata prontamente al termine dell’emergenza COVID-19 negli stessi locali che sono stati ora occupati da altre attività; che si concordi un’azione coordinata per garantire, nelle more, una adeguata assegnazione di posti letto destinati alle Cure Palliative sia nel Piano Sanitario Regionale che nel Piano Sanitario Aziendale e che sia mantenuto o rinforzato l’organico di operatori medici e paramedici in forza alla suddetta unità e specializzati nell’assistenza al fine vita”.

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