NAPOLI – La calcolosi renale è una patologia piuttosto comune quanto insidiosa: di natura benigna, se trascurata può però dar luogo a pericolose infezioni in altri distretti corporei, talvolta con esiti fatali. Da qui, l’importanza di una prevenzione accurata attraverso l’alimentazione, ma anche la necessità a livello sanitario, data la diffusione di questa patologia, di garantire una presa in carico adeguata che passa anche, ove necessario, da interventi chirurgici all’avanguardia, che comportino la minor invasività possibile unita al miglior outcome per il paziente. Proprio su questo tipo di interventi è incentrato il corso ECM in Endourologia diretto dal dottor Giovanni di Lauro, primario della UO di Urologia presso l’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (Napoli). Il corso, che consta di una due giorni il 4 e il 5 novembre, prevede una prima sessione teorica in si tratteranno le problematiche relative alla calcolosi renale, e una seconda sessione pratica di live surgery. Si tratta di un corso nazionale rivolto a chirurghi urologi esperti che vogliano acquisire competenze approfondite questa particolare pratica mininvasiva: “Si tratta di tecniche che prevedono accesso al rene per via percutanea con l’ausilio di varie tecnologie che prevedono accessi dalla dimensione minima, anche 8 charrier che equivale ad un ago, fino alla mininvasiva chiamata miniperc, che rende necessario un semplice cerotto per la medicazione” La calcolosi renale è la patologia che incide maggiormente sui ricoveri di pronto soccorso urologico per le problematiche settiche ad essa connesse, con una quota di mortalità non trascurabile. “Le complicanze settiche possono riguardare soprattutto l’apparato cardiaco o respiratorio – afferma il primario – motivo per cui è bene non sottovalutarla”. Ma quali sono le cause della calcolosi renale? “Contrariamente a ciò che si crede – spiega Di Lauro – l’assunzione di cibi o di acque ad alto contenuto di calcio non sono tra gli imputati, viceversa l’assunzione di calcio per compresse è un fattore di rischio, così come il malassorbimento di calcio a livello intestinale. Controindicata anche l’associazione tra calcio e grassi, così come l’eccessivo consumo di frutti di mare che apportano acido urico”. Il Covid ha impattato profondamente sugli accessi per la prevenzione di molte patologie, tra cui quelle urologiche. “Molti pazienti hanno trascurato i controlli – afferma Di Lauro in conclusione – ed ora l’incidenza di sequele dovute alla mancanza di trattamento sui calcoli renali è molto alta: una delle complicanze più diffuse, oltre a quelle settiche, è la necessità di dializzare il paziente per tutto il resto della sua vita”. Al Santa Maria delle Grazie, polo di eccellenza nel trattamento delle patologie urinarie, è presente uno Stone Center, centro per la calcolosi renale con trattamento extracorporeo ESWL e tutta la parte minichirurgica ad essa associata.

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