Civid-19, i limiti della terapia con il plasma spiegati dalla professoressa Triassi (VIDEO)

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NAPOLI – Intercettare donatori che non siano più infetti.

E’ questo il limite della terapia con il plasma che in alcuni ospedali è già iniziata e che sta per essere sperimentata anche al Cotugno di Napoli. Ad affermarlo è la professoressa Maria Triassi della Federico II.

Al momento ci sono tante sperimentazioni in atto tutte fin ora hanno dato risultati soddisfacenti ma sarà il vaccino a mettere la parola fine al Covid.

IL PENSIERO DEL PROFESSOR ASCIERTO

“In questo momento il trattamento con il plasma di convalescenti è un presidio utile. E’ una strategia molto interessante, che ha un razionale scientifico forte e che viene utilizzata in molti ospedali, non è vero che non viene usata. Ma è chiaro che c’è bisogno di una sperimentazione, perché solo la sperimentazione ci dice con rigore quanto è importante quel presidio scientifico o quel farmaco. Altrimenti quel dato non è valido”. Lo ha detto il professore Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto tumori Pascale di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma, ai microfoni di Mariù Adamo in un’intervista realizzata per Mattina 9, il morning show in onda su Canale 9 – 7 Gold.

“Se l’aria condizionata può veicolare il virus? Ci sono studi fatti a Wuhan che ci dicono di come, in zone in cui c’era una concentrazione di virus importante, l’aria condizionata ha permesso la diffusione. Quindi è sicuramente una cosa a cui bisognerà fare attenzione, e per questo ricordo a tutti l’importanza delle mascherine”.

“Non bisogna abbassare la guardia, il virus è ancora tra noi. C’è stato nei giorni scorsi una sorta di rompete le righe, molti forse hanno pensato che il pericolo fosse passato ma non è così, basta guardare i dati della Lombardia. Da un punto di vista medico l’ideale – continua Ascierto – sarebbe stato avere un altro paio di settimane di isolamento contenitivo, poi ci sono anche considerazioni di natura economica e si cerca di trovare un compromesso. Serve però un senso di responsabilità ancora più grande: in Campania siamo stati bravissimi, abbiamo fatto grandi sacrifici, ma il rischio di vanificare tutto è elevato, quindi riapriamo in sicurezza, utilizziamo le mascherine e il distanziamento fisico, disinfettiamo le mani, evitiamo gli assembramenti. Siamo più preparati rispetto alla prima ondata, ma una seconda sarebbe un disastro”.

L’AZIENDA DEI COLLI

“A seguito della riunione del Comitato Etico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli e dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, presieduto dal professore Liberato Berrino, è stato dato il via libera alla sperimentazione, presso l’Ospedale Cotugno, per il trattamento delle polmoniti da Covid 19 con il plasma iperimmune”. A darne notizia Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi – Cotugno – CTO).

“Grazie a questo importante atto approvato oggi dal Comitato etico, che ringrazio per la solerzia e la celerità con la quale ha operato – aggiunge di Mauro – siamo pronti a partire anche noi con questo nuovo trattamento sperimentale”.

La sperimentazione, guidata da Roberto Parrella, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie infettive ad indirizzo respiratorio dell’ospedale Cotugno, si avvarrà anche della collaborazione del centro trasfusionale dell’Ospedale Monaldi, diretto da Bruno Zuccarelli.

La prima fase coinvolgerà tutte le Unità operative complesse del dipartimento di Malattie infettive del Cotugno, guidato da Rodolfo Punzi, e consisterà nel reclutamento dei donatori, ossia di soggetti guariti che presentino un’elevata carica anticorpale disposti a donare il plasma che, una volta trattato, sarà poi utilizzato per il trattamento dei pazienti.

“Era per noi estremamente importante intraprendere anche questa strada per offrire agli ammalati colpiti da questo virus tutti i piani terapeutici possibili e per avere un’altra arma importante, che già altrove sembra dare risultati molto confortanti, in questa battaglia che stiamo combattendo quotidianamente ormai da diversi mesi”, conclude di Mauro.

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