Epatite A, il Prof. Gentile: “Non c’è allarmismo, è un focolaio controllato”

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Un aumento dei casi di epatite A sta attirando l’attenzione delle autorità sanitarie locali, ma secondo il Prof. Ivan Gentile non c’è motivo di allarmarsi: “La pressione c’è e i casi sono molti, ma la maggior parte delle persone presenta condizioni non gravi. Il ricovero è necessario solo per i quadri clinici più impegnativi”, spiega l’infettivologo del Policlinico.

Il focolaio, iniziato in Campania, ha visto alcuni casi anche fuori regione, ma secondo gli esperti si tratta di un piccolo episodio epidemico, gestibile con le corrette misure di prevenzione.

“Il periodo di incubazione dell’epatite A è in media di un mese, quindi i casi osservati in queste settimane rispecchiano le esposizioni precedenti”, aggiunge Gentile.

Prof. Gentile, quali alimenti rappresentano un rischio per l’epatite A?

“Non ci sono rischi per frutta e verdura. Il virus si può trasmettere principalmente tramite i frutti di mare. È fondamentale consumare solo frutti di mare controllati, provenienti da acque sicure, e non contaminati da porti o altre aree a rischio.”

Quali sono le modalità più sicure per cucinare i frutti di mare?

“La cottura elimina il virus. Utilizzando la pentola a pressione, il virus viene inattivato rapidamente. Con la bollitura tradizionale a circa 180°C occorrono invece 10-12 minuti. Il congelamento non garantisce la completa inattivazione del virus.”

Ci sono altre precauzioni da seguire in cucina?

Sì, è essenziale lavarsi sempre le mani e non mescolare cibi crudi con cotti. Queste semplici regole aiutano a prevenire la contaminazione incrociata.”

Chi va maggiormente protetto durante questo focolaio?

“Bisogna proteggere sia il personale sanitario sia le categorie più fragili, come i pazienti con cirrosi epatica o altre epatiti croniche. Per loro stiamo promuovendo campagne di vaccinazione mirate, noi del Policlinico“.

Il professore aggiunge: “Non è una pandemia, ma un focolaio che possiamo gestire se la popolazione seguirà le norme igieniche e le raccomandazioni sanitarie”.

L’invito è dunque alla prudenza e alla prevenzione: con frutti di mare cotti e controllati, attenzione all’igiene e vaccinazione dei soggetti più a rischio, il focolaio di epatite A in Campania può essere contenuto senza allarmismi.

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