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NAPOLI (di Raffaele De Lucia)- “La Regione Campania è una delle regioni del paese a più alta incidenza da Helicobacter pylori”. Ad affermarlo il professor Gaetano Nardone, responsabile di Epatogastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso l’ateneo Federico II di Napoli a margine del convegno “I breath test nella pratica clinica.

La diagnosi in un soffio” organizzato dalla Health Progress.  “Questo batterio che cresce nello stomaco colpisce attualmente circa il 50% della popolazione adulta- afferma il professor Nardone- generando patologie come la gastrite, l’ulcera e nei casi più gravi il tumore dello stomaco che, tra le neoplasie risulta tra quelle più letali. In Campania attualmente le persone affette dall’infezione sono circa il 40/60%. Un batterio che crea problemi serie essendo un importante cofattore della malattia peptica e del tumore dello stomaco. La nostra regione è a rischio a causa di un importante sovraffollamento e di un alta densità abitativa. Le famiglie numerose o le comunità particolarmente allargate, infatti, sono i luoghi dove c’è maggior rischio di contrarre il batterio”. Al centro della discussione è stato posto l’accento su come la medicina moderna debba garantire un’elevata accuratezza ed una scarsa invasività. In quest’ottica, la diagnostica breath test rappresenta una metodica di grande interesse in campo gastroenterologico. La molteplicità dei campi di applicazione, la relativa semplicità di esecuzione, l’accettabilità da parte del paziente, i costi contenuti e la standardizzazione dei risultati da parte della comunità scientifica internazionale, hanno fatto si che questi test rappresentassero una vera e propria rivoluzione nella pratica clinica gastroenterologica e non solo. “Avere la possibilità, oggi, di poter contare su test diagnostici sempre più precisi- sottolinea il professor Nardone- ci permette di individuare subito il batterio e di eseguire una giusta diagnosi e soprattutto una giusta cura. Ci sono tanti test utilissimi, parliamo sempre di metodiche non invasive come quelli che utilizzano la riserva funzionale epatica per capire come funziona il nostro fegato, quelli che ci permettono di studiare lo svuotamento dello stomaco e quelli che ci permettono di individuare se ci sono intolleranze come ad esempio quella per il lattosio o la celiachia. Questo è importante per poter operare delle scelte utili e precise per curare i pazienti”. L’obiettivo del congresso, ha spiegato Marco Varelli, specialista in biochimica clinica e direttore del laboratorio di analisi Varelli “è stato quello di fornire un approfondimento delle conoscenze sulla metodologia, sulla indicazione e sulla interpretazione dei risultati dei breath test, in modo da renderli fruibili ad una platea sempre più ampia di clinici e pazienti. L’infezione da Helicobacter pylori, ad esempio, è molto comune e direttamente correlata al livello socio economico e al livello dell’igiene in cui si vive. Soprattutto in età scolare, pensiamo ai bambini che si scambio di penne, così come i giocattoli o le merendine è molto facile ingerire il batterio in questione. Ma anche tra gli adulti il rischio trasmissione è molto alto. Ecco perché è utile che i medici di famiglia e gli specialisti siano sempre informati sugli strumenti più utili e appropriati per poter eseguire scelte cliniche efficaci”.

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