NAPOLI – Convivere con una patologia cronica può essere relativamente semplice, ma non sempre è così: alcune cronicità comportano infatti una gestione quotidiana più o meno impegnativa, che in molti casi richiede l’assistenza di un’altra persona.

Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute in collaborazione con Nomisma, tra il 41% di napoletani che soffre di una patologia cronica, più di uno su 6 (18%) necessita di assistenza, e in due casi su tre (66%) questa è fornita in tutto o in parte da un familiare, che svolge quindi il ruolo di caregiver.

Scavando più a fondo, la ricerca ha rilevato come la gestione della patologia sia descritta come complessa o estremamente complessa nel 11% dei casi. Per la maggioranza dei napoletani con una malattia cronica (64%) l’assistenza avviene presso strutture sanitarie, mentre per il 28% del campione interamente a domicilio.

Quando non sono i familiari o il paziente stesso ad occuparsene, a farlo è in genere il personale del servizio sanitario pubblico (23%), un/una badante (15%) o il personale di strutture private (12%).

Ma quali sono gli strumenti che, secondo chi si prende cura di un familiare affetto da patologie croniche, aiutano di più nella gestione della malattia? In testa troviamo la consegna a casa di ricette e medicinali, considerata utile dal 73% dei napoletani intervistati. Nelle prime posizioni ci sono anche altri servizi a domicilio, dall’assistenza infermieristica alle visite mediche, rispettivamente al 69% e al 68%.

Ma cresce anche l’attenzione verso soluzioni alternative, come il telemonitoraggio, ritenuto utile dalla maggioranza (52%) dei caregiver, con quasi uno su tre (30%) che lo considera estremamente utile. Resta evidente un gap informativo, con il 51% dei napoletani che non utilizza il telemonitoraggio che dichiara di non farlo perché non gli è mai stato consigliato o non sa come utilizzarlo.

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