CARDARELLI

NAPOLI – In centinaia stamattina sullo scalone centrale dell’Ospedale Cardarelli per testimoniare la solidarietà ad Alessandro, l’infermiere del Cardarelli brutalmente aggredito sabato notte al pronto soccorso da un pregiudicato armato di casco. Un flash mob spontaneo, messo in piedi sull’onda dell’emozione e della rabbia. Ma anche per testimoniare la ferma condanna per le violenze continue e ripetute ai danni di infermieri, medici, sanitari che lavorano nei luoghi di cura. Una mobilitazione voluta fortemente dal Direttore Generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva e dal Presidente del Collegio Ipasvi di Napoli, Ciro Carbone. “Siamo qui in tanti per testimoniare la vicinanza e la solidarietà al collega Alessandro”, ha detto Ciro Carbone a margine dell’iniziativa. “Ma anche per dire basta. Per trovare tutti insieme, infermieri, medici, aziende, sanitari, forze dell’ordine e istituzioni, le soluzioni al dilagare della violenza negli ospedali e nei luoghi di cura”.

“Siamo in prima linea nel denunciare i furbetti e chi tenta di entrare nella sanità pubblica senza passare per regolari concorsi, ma siamo ancor di più in prima linea quando si tratta di difendere tutte quelle persone, la maggioranza assoluta, che, nonostante le tante difficoltà, lavorano per garantire un servizio sanitario degno di un Paese civile ai campani”.

Lo ha detto il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, partecipando alla manifestazione di solidarietà verso l’infermiere che è stato aggredito dal marito di una paziente nei giorni scorsi.“Le condizioni di lavoro, soprattutto nei pronto soccorso più affollati, come quello del Cardarelli, sono davvero ai limiti e anche su questo bisogna intervenire con forza, ma tutti gli sforzi possibili, come quelli del direttore Verdeoliva, non bastano se non si cambia davvero registro e, per farlo, c’è bisogno di una guida sicura che al momento non c’è visto l’inaccettabile comportamento del ministro Lorenzin che non ha ancora nominato il Commissario” ha aggiunto Borrelli ribadendo che “la soluzione migliore e più economica è quella di affidare il compito a De Luca”.“Nel frattempo, cercheremo, in ogni modo, di fermare la parentopoli che ci regala ogni giorno nuovi casi, come quello della presunta assunzione di favore per la figlia di un dirigente dell’ospedale di Caserta e per parenti di un sindacalista di cui chiederemo conto in Consiglio regionale con un’interrogazione nel corso del question time di domani, martedì 9 maggio” ha aggiunto Borrelli per il quale “bisogna tenere accesi i riflettori anche sul caso del Pascale per verificare il comportamento di medici e primari nella gestione dei pazienti affetti da tumori che sarebbero spinti a rivolgersi alle cliniche private”.

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