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NAPOLI (di Chiara Esposito) – Rendere più confortevole la terapia biologica antitumorale permettendo alle donne di non allontanarsi dalla propria famiglia: questo l’obiettivo principale di “Herhome”, il progetto realizzato dall’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli insieme a Roche Italia.

Tra le 100 donne selezionate, le prime due a ricevere il trattamento, di Marano e San Giuseppe Vesuviano, sono pazienti dell’ospedale Pascale.

Il progetto, operativo da fine febbraio, coinvolge le pazienti malate di tumore alla mammella Her2, le quali potranno ricevere il trattamento a casa propria e in assoluta sicurezza grazie alla presenza di un medico specializzato che si occuperà di tutta la procedura nonché del monitoraggio per le due ore successive.

“Il programma Herhome si inserisce perfettamente nell’obiettivo del Pascale di mettere a punto sempre più percorsi assistenziali che, pur mantenendo alta l’attenzione alla qualità e alla sicurezza, assicurino un’esperienza di cura più confortevole per i pazienti“ afferma difatti Attilio Bianchi, direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli.

A proporre la terapia sarà lo stesso oncologo, dopo aver costatato ovviamente se le condizioni e i parametri del malato lo permettono, e l’adesione sarà completamente gratuita, volontaria e revocabile in qualsiasi momento.

“Questo progetto segna davvero una rivoluzione nell’approccio terapeutico della malattia oncologica – dice Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Italia – perché dimostra come sia possibile mettere gli interessi dei pazienti concretamente al primo posto, anche se questo significa dover affrontare ostacoli burocratici ed organizzativi.

Il Pascale e la Regione Campania, davanti a queste barriere, non si sono trincerati dietro l’alibi del ‘non si può fare’ ma si sono impegnati per trovare una soluzione. E’ uno splendido esempio di coerenza, perché non basta parlare dell’importanza della centralità del paziente, è necessario che alle buone intenzioni seguano i fatti altrimenti resta un inutile libro dei sogni. A Napoli con Herhome la sanità pubblica compie un primo passo in avanti importante. Ci auguriamo che questo modello possa essere ripreso anche in altre realtà e messo a disposizione di molte più donne”.

Il programma è stato inoltre realizzato in memoria di una donna, Stefania Pisani,che con l’Associazione ‘Noi ci siamo’ si è sempre battuta affinché il percorso di cura fosse più “a misura di donna”

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