NAPOLI – Lunedì 17, a partire dalle 8 di mattina si fermano per 24 ore i lavoratori delle cooperative sociali dipendenti delle aziende del Terzo Settore cui sono affidati gli appalti nelle strutture sanitarie territoriali della Asl Na 1. Lo sciopero è stato proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo la presa d’atto del fallimento della procedura di raffreddamento svoltasi presso la prefettura di Napoli. I cittadini partenopei si vedranno per un giorno privati dei servizi offerti da operatori socio sanitari, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e psicologi, fatto salvi quelli “essenziali” che saranno regolarmente garantiti.

Nella stessa giornata di lunedì dalle 10 alle 13 si terrà un presidio con 200 lavoratrici e lavoratori presso la sede del Consiglio regionale della Campania all’isola F 13 del Centro direzionale. Saranno presenti alla manifestazione i responsabili del Terzo Settore delle 3 federazioni, Marco D’Acunto di Fp Cgil, Vincenzo Migliore di Cisl Fp e Vincenzo Torino di Uil Fpl.  “Siamo davanti – sottolineano in una nota unitaria – ad un atteggiamento inspiegabile della direzione generale della Asl Na 1 che rifiuta il confronto e si rimangia garanzie che aveva assicurato e riconfermato anche recentemente. Per oltre un decennio gli operatori delle cooperative (tra le altre, Gesco, Era, Icaro, Proodos e Sol.co) sono stati sfruttati dal servizio pubblico quando le assunzioni erano vietate e adesso rischiano di ricevere il benservito e di perdere il posto di lavoro”. Eppure, c’è una legge dello Stato, la 234 del 2021 – ricordano i sindacati – “che consente alle Asl ed alle aziende ospedaliere di riservare il 50% dei posti disponibili a concorso agli operatori delle cooperative che hanno fornito le loro prestazioni durante la pandemia”, legge che lo stesso Consiglio regionale ha recepito in una mozione approvata lo scorso febbraio, estendendo la possibilità anche ai concorsi già in atto.

“E’– dice il leader della Cisl Funzione Pubblica dell’area metropolitana di Napoli Luigi D’Emilio – l’ennesimo paradosso in cui vive la sanità sul nostro territorio. I livelli istituzionali, a partire dalla Giunta della Campania, lamentano continuamente che manca il personale e che i concorsi vanno in parte deserti. Ma perché la Asl si ostina a non assumere subito gli addetti delle cooperative da anni in servizio, in grado di offrire anche il contributo della lunga esperienza maturata sul campo? Uno dei tanti misteri, che addirittura fa a pugni con la decisione assunta dall’assemblea regionale, organo sovrano sul piano normativo. Chiediamo – conclude D’Emilio – di porre fine una volta e per tutte a queste contraddizioni, altrimenti la nostra lotta continuerà in tutte le forme di mobilitazione possibile, fino a che non sarà rispettata la legge”.

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