L’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale Monaldi di Napoli si aggiudica il bando “Roche per la ricerca clinica – A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di Ricerca” con un progetto in oftalmologia, candidato dalla dottoressa Flavia Chiosi e selezionato e valutato da Fondazione Gimbe, in qualità di ente esterno garante di indipendenza e terzietà.
Nel mondo della ricerca sono sempre di più le figure professionali specializzate che prendono parte all’attivazione e alla conduzione di una sperimentazione clinica. A ruoli consolidati se ne affiancano di nuovi, che sono essenziali non solo per garantire la qualità dei dati raccolti ma soprattutto per il coordinamento dello studio, delle procedure e di tutto il personale coinvolto nella sperimentazione.
La formazione dedicata a queste figure professionali – come infermieri, medici, tecnici sanitari, biologi e farmacisti – deve essere mirata alla loro specializzazione, al fine di ampliare e consolidare le loro competenze e renderli capaci di gestire al meglio la sempre più crescente complessità degli studi clinici, portando così non solo ad un miglioramento della qualità della ricerca stessa ma anche della sicurezza dei pazienti che vi partecipano. È in questo contesto che Roche promuove il bando “Roche per la ricerca clinica”, che dalla sua nascita ha stanziato oltre 1 milione e mezzo di euro per 53 borse di studio destinate a data manager e infermieri di ricerca.
Con un investimento complessivo di 210 mila euro per il finanziamento di 7 borse di studio, destinate ad altrettante figure di data manager e infermieri di ricerca che hanno svolto per 12 mesi attività di ricerca clinica non sponsorizzata presso l’ente vincitore del progetto, il bando ha destinato 30mila euro al progetto RoadMap di miglioramento organizzativo e assistenziale nella diagnostica e trattamento della maculopatia diabetica, che mira a migliorare il percorso di cura dei pazienti con edema maculare diabetico, una complicanza del diabete che può portare a perdita della vista. L’obiettivo principale è ridurre i tempi di attesa per la diagnosi e l’inizio del trattamento, rendendo più rapido ed efficiente l’accesso alle terapie intravitreali. Attraverso una migliore organizzazione delle visite, l’ottimizzazione delle risorse e il monitoraggio dei risultati clinici e della soddisfazione dei pazienti, il progetto punta a preservare la vista e migliorare la qualità di vita di chi è affetto da questa patologia.
“La crescente incidenza del diabete e dell’edema maculare diabetico, insieme ai ritardi nell’accesso ai trattamenti, rendevano urgente un percorso più rapido ed efficace per prevenire la perdita visiva. La necessità di offrire ai pazienti cure tempestive e di migliorare l’efficienza organizzativa ha motivato lo sviluppo di questo progetto – ha dichiarato a quasi un anno dal conferimento del Grant la dott.ssa Flavia Chiosi, dirigente medico, specialista in retina medica e diagnostica per imaging delle maculopatie – In questi mesi è stata ottenuta una significativa riduzione dei tempi di attesa per l’accesso alle terapie intravitreali, consentendo ai pazienti di iniziare il trattamento più rapidamente. La maggiore rapidità e organizzazione del percorso ha determinato un sensibile incremento della compliance dei pazienti e ha permesso una gestione clinica più stabile dell’edema maculare, con minori fluttuazioni del quadro patologico”.
L’A.O.R.N. “Azienda Ospedaliera dei Colli” di Napoli comprende gli ospedali Monaldi, Cotugno e CTO, ed è un polo sanitario di riferimento regionale e nazionale. L’U.O.C. di Oculistica dell’Ospedale Monaldi offre attività clinica, chirurgica e diagnostica ad alta specializzazione, con particolare esperienza nelle patologie retiniche. L’ente promuove ricerca, innovazione organizzativa e percorsi assistenziali integrati per migliorare qualità ed efficienza delle cure.
“Da quasi 130 anni, le attività di Ricerca e Sviluppo rappresentano una leva strategica di Roche che si è tradotta, nel tempo, in soluzioni concrete capaci di cambiare il naturale corso di patologie gravi per le quali non esisteva una cura. La nostra missione è fare oggi ciò di cui i pazienti avranno bisogno domani – ha commentato Anna Maria Porrini, Direttore Medico Roche Italia – ed è proprio in queste parole che risiede l’essenza del nostro impegno quotidiano, concretizzato da un lato con gli investimenti in innovazione, sia essa terapeutica, tecnologica o di servizi, e dall’altro attraverso una collaborazione con tutta la rete di interlocutori dell’ecosistema salute. Bandi come questo ci permettono di affrontare in sinergia le sfide dei nostri tempi e favorire la sostenibilità del sistema di cui vogliamo essere partner. L’obiettivo è continuare a dare sostanza alla nostra responsabilità verso i pazienti e garantire loro la migliore qualità di vita possibile, anche attraverso la formazione di figure professionali impegnate nella ricerca la cui specializzazione può fare la differenza”.















