NAPOLI – “Abbiamo molto investito sulla Pet therapy che rappresenta un modo per affrontare i bisogni delle persone in una maniera innovativa, mettendo insieme le competenze veterinarie con quelle cliniche.

La professoressa Menna ha sostenuto questi percorsi, guidandoli in maniera molto qualificata e mi fa piacere che la Federico II sia un riferimento a livello nazionale in questo ambito”.

Lo ha detto il Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Gaetano Manfredi, intervenendo questa mattina presso l’Orto Botanico di Napoli alla premiazione dei cani “terapeuti” che hanno preso parte al Master universitario in “Zooantropologia sanitaria per gli interventi assistiti dagli animali”.

La cerimonia si è svolta nell’ambito della giornata di discussione delle tesi di Master da parte degli allievi (veterinari, medici e psicologi).

A premiare i cani con una medaglia del Comune di Napoli, che ha patrocinato l’evento, è stata l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Roberta Gaeta: “Siamo orgogliosi di premiare questi terapeuti-professionisti che attraverso la relazione e una vera preparazione riescono ad essere molto efficaci nella relazione con persone in difficoltà.

Già di per sé la relazione uomo-animale offre grandi opportunità di recupero: in questo caso premiamo piccoli eroi che vivono quotidianamente nelle nostre case”.

Il Master, voluto dal Dipartimento di Veterinaria a cura della professoressa Francesca Menna, titolare della cattedra di Zooterapia nella Sanità Pubblica alla Federico II, si è posto l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di uomini e donne sottoposti a dialisi tramite la Pet therapy, ovvero avvalendosi di cani che ne miglioravano l’umore.

“Oggi i cani sono in grado di leggere il linguaggio non verbale dell’uomo – spiega Menna -. Dopo un anno e mezzo di percorso, distinguono perfettamente le persone più fragili ed in molti casi sono stati loro ad indicarcele, diventando così dei ponti relazionali.

Adesso la nostra missione è creare un decalogo sul processo di Pet therapy e allargare il progetto su tutto il territorio nazionale”.

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