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NAPOLI – Medici e volontarie sono arrivati in campi rom, in quartieri disagiati di Napoli e nell’entroterra campano per visite e controlli gratuiti alle donne.Motivo? Sensibilizzare la popolazione femminile alla prevenzione dei tumori del seno e intervenire, con la spinta del volontariato, laddove il sistema sanitario e la politica non riescono a stanziare adeguati fondi per questo tipo di attività.

Ed ora le linee guida di politica economica con le incidenze del volontariato sono finite in un volume. Medici, giornalisti e studiosi sono, infatti, gli autori del libro “La rete della politica prima”, a cura di Nunzia Nappo, docente di Economia alla Federico II e Salvatore Esposito, presidente del comitato scientifico dell’associazione di volontariato Antonio Genovesi.Mercoledì 25 gennaio alle ore 17 presso la Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini a Napoli (via Portamedina) si terrà la presentazione. Interverranno Marco Musella, ordinario di Economia e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Federico II, Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione “Con il Sud”, Lucia Fortini, assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania. L’incontro sarà coordinato dal giornalista Antonello Perillo. Saranno presenti gli autori: Don Tonino Palmese, Luigi Riello, Giuseppe D’Aiuto, Valeria Capezzuto, Damiano Fiorillo, Rita Lombardi e Giancarlo Canzanelli. Il libro si colloca nell’ambito del progetto “La salute del seno senza confini”, durato 20 mesi (marzo 2015/novembre 2016), e realizzato con il sostegno di Fondazione con il Sud. Responsabile del progetto è stata l’Alts – Associazione per la Lotta ai Tumori del Seno presieduta dal professor Giuseppe D’Aiuto, la cui responsabile scientifica è la professoressa Nunzia Nappo.

IL PROGETTO

Il progetto è stato svolto dall’Alts in partnership con l’associazione di volontariato Andos Napoli Ovest, Associazione di Volontariato Donne Ucraine in Italia, Associazione onlus Malati Endocrini Irpinia, Febe onlus, Mediterraneo Sociale scarl, Resistenza – Associazione di lotta all’illegalità e alla cultura camorristica. Attenzione particolare è stata rivolta verso le fasce più deboli della popolazione femminile come le donne dei campi rom presenti sul territorio campano, le donne che vivono nei quartieri disagiati di Napoli, primo tra tutti il quartiere di Scampia, le immigrate, le donne dell’entroterra avellinese che hanno beneficiato di visite gratuite all’interno della struttura mobile dell’ Alts, il Camper Donna e di screening personalizzati.

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