Salute, a Napoli il Forum nazionale sulla Miopia (VIDEO)

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Nel 2050 metà della popolazione mondiale potrebbe essere miope. Un dato che preoccupa gli specialisti e che è stato al centro del Forum nazionale sulla Miopia, ospitato a Napoli. Due giornate di confronto scientifico promosse dal professore Vincenzo Orfeo, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli. Al centro dei lavori, la crescita della miopia soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Una condizione sempre più legata alle abitudini della vita quotidiana, al tempo trascorso davanti agli schermi e alla tendenza a usare la vista prevalentemente da vicino.

“L’argomento miopia è una delle problematiche di riferimento dell’oculistica del futuro – ha affermato Orfeo -. Si prevede che nel 2050 la metà della popolazione mondiale possa diventare miope e, purtroppo, non si tratta di una previsione allarmistica, perché ci sono segnali evidenti di un aumento della miopia nei bambini e negli adolescenti. Questo accade anche perché nella nostra società siamo sempre più portati a guardare da vicino: lo stimolo visivo ravvicinato crea una tendenza alla miopia”.
Non si tratta soltanto di un difetto visivo da correggere con occhiali, lenti o chirurgia refrattiva: “La miopia non è soltanto un problema refrattivo ma una condizione che può portare a molte complicazioni, perché l’occhio si allunga, la sua anatomia cambia e il rischio è che si presentino problematiche anche rilevanti. È un messaggio che parte dagli specialisti e che deve essere diffuso anche nella popolazione”.

Il congresso ha richiamato l’attenzione anche sugli strumenti oggi disponibili per rallentare la progressione della miopia nei più piccoli: dai trattamenti farmacologici con atropina diluita alle soluzioni ottiche dedicate: “Esistono strumenti per cercare di limitare il peggioramento della miopia – ha sottolineato Orfeo -. Penso alle gocce di atropina diluita oppure particolari tipi di occhiali che possono essere utilizzati nei bambini per mitigare un fenomeno che sta diventando sempre più rilevante”.

Tra i momenti centrali del congresso, la lettura magistrale di James E. Neffendorf, dal titolo “Is AI the future of ophthalmology?”, dedicata al futuro dell’oftalmologia e al ruolo dell’intelligenza artificiale. “L’intelligenza artificiale applicata all’oftalmologia non riguarda solo l’innovazione tecnologica, ma il modo in cui questa può trasformare concretamente il percorso del paziente”, ha spiegato Neffendorf, specialista in Consultant Ophthalmic and Vitreoretinal Surgeon con incarichi al King’s College Hospital NHS Foundation Trust e alla London Lauriston Clinic.

“Oggi l’intelligenza artificiale non offre più soltanto soluzioni puntuali in singole fasi della cura, ma può aiutare a raccogliere informazioni, migliorare la qualità della consultazione e supportare il medico nell’analisi dei dati e nell’individuazione delle opzioni terapeutiche più appropriate. L’aspetto più rilevante sarà la capacità predittiva: capire come potrà evolvere la vista del paziente tra tre o cinque anni, quali rischi prevenire e quali trattamenti considerare”.

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