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ACERRA- “Le carenze di materiali e personale non devono far venir meno la professionalità e l’umanità di chi lavora negli ospedali e, quindi, pur comprendendo le difficoltà nel gestire un pronto soccorso di frontiera qual è quello di Villa dei fiori non è accettabile che un infermiere dica ai familiari di una paziente in pronto soccorso che si devono portare le lenzuola da casa”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, spiegando che “così come denunciato nel corso de La radiazza di Gianni Simioli, al pronto soccorso della clinica Villa dei fiori di Acerra, una paziente è stata ricoverata d’urgenza e sottoposta a manovre di rianimazione che hanno poi lasciato la signora seminuda e inzuppata della sua stessa urina”.

“Alla richiesta di cambio delle lenzuola è arrivata la risposta inaccettabile di un infermiere che diceva di ‘portarsele da casa’ perché non ce n’erano di pulite” ha continuato Borrelli, aggiungendo che “sulla vicenda, che appariva inaccettabile quanto incredibile, è stata inviata una richiesta di chiarimenti ai responsabili della clinica che, nella loro risposta, hanno sostanzialmente confermato quanto denunciato”.

“Stando ai risultati dei loro controlli, il racconto dei familiari della paziente era veritiero, pur se dalla direzione hanno tenuto a precisare che le lenzuola mancanti nel pronto soccorso potevano essere facilmente reperite nei reparti vicini e, quindi, c’è stato un errore del personale infermieristico e dell’infermiere che ha pronunciato quella frase in particolare” ha aggiunto Borrelli sottolineando che “dalla direzione hanno garantito che ci sarà un provvedimento disciplinare nei suoi confronti”.

“Dalla direzione hanno poi chiarito che l’episodio, seppur inaccettabile e ingiustificabile, è frutto della tensione con cui si lavora nel pronto soccorso” ha concluso Borrelli per il quale “è importante che non si sia tentato di ‘insabbiare’ un brutto episodio e che si sia presa coscienza di quanto è successo con la consapevolezza che le pressioni legate al lavoro difficile che si porta avanti non debbano e non possano giustificare comportamenti del genere”.

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