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NAPOLI – “Se non sono in grado di rimettere a posto i conti senza ridurre i servizi sanitari per i cittadini, i dirigenti dell’Asl Napoli 1 devono essere sospesi, come è successo nell’ospedale di Nola, e poi, eventualmente, licenziati”.A chiederlo sono gli operatori della sanità che si riconoscono in Nursing Up

, il sindacato degli infermieri, che hanno promosso un sit in di protesta all’ingresso dell’Ospedale San Paolo al quale ha partecipato anche il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, per il quale “stando alle denunce del sindacato, molte disposizioni del direttore generale dell’Asl Napoli 1, Elia Abbondante, non vengono rispettate e rese operative dai dirigenti e si crea un’anarchia che crea danni economici e problemi per la fornitura dei servizi sanitari ai cittadini”.“Ho più volte cercato di accendere i riflettori sull’Asl Napoli 1, anche con interrogazioni consiliari tese a fare chiarezza su incarichi assegnati senza il rispetto delle leggi, sulla gestione del patrimonio che si starebbe assottigliando sempre di più e non renderebbe quanto potrebbe, ma le risposte non sono mai state esaurienti proprio perché si crea una sorta di muro di gomma burocratico che è ora di abbattere e per farlo serve un’operazione di pulizia, sospendendo e poi, eventualmente, licenziando quei dirigenti che non vogliono o non sanno fare il lavoro per cui sono pagati, anche profumatamente” ha concluso Borrelli per il quale “per risanare la sanità servono anche dirigenti pronti e capaci di fare il loro dovere, quindi quell’operazione di pulizia che bisogna portare avanti non può non passare anche per una riorganizzazione della burocrazia, a cominciare proprio dai dirigenti, sospendendo e poi mandando a casa quelli incapaci”.“Anche su questo servono impegni precisi che i Commissari non hanno assunto e non hanno portato avanti” ha aggiunto Borrelli ribadendo “la necessità che il ruolo di Commissario sia affidato a De Luca anche per porre fine all’incertezza su chi decide e per avere poi una persona da giudicare, elettoralmente, e non persone che non vivono neanche in Campania”.“Che interessi ha il ministro Lorenzin a che la Campania continui ad avere una sanità ridotta in questo modo?” si chiede infine Borrelli per il quale “è davvero inspiegabile il ritardo con cui sta attuando quel che è permesso dalla legge finanziaria approvata ormai un mese fa anche perché la stessa Lorenzin accettava e sosteneva il doppio incarico di Commissario e Presidente di Regione quando a ricoprirlo era il suo alleato, Caldoro, mentre ora, solo per questioni politiche, non nomina De Luca”.

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