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NAPOLI – ‘’Senza pronto soccorso la nostra missione di formazione dei giovani è incompleta, monca e anche la pandemia ce lo ha dimostrato e insegnato’’. Lo ha affermato Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli in occasione del webinar ‘Gestione del paziente con sintomatologia convulsiva nella fase emegenziale post covid e non: verso un modello di gestione condiviso e il potenziamento dei servizi di pronto soccorso’. L’appuntamento è stato organizzato dalla società di consulenza e progettazione sanitaria SaniProGest che, tra gli altri, ha visto la partecipazione di Mario Delfino, consigliere dell’Ordine dei Medici di Napoli, e di Leonilda Bilo, responsabile del Centro dell’Epilessia dell’Azienda ospedaliera universitaria federiciana. Triassi, che da tempo si batte per l’attivazione di un pronto soccorso all’interno del Policlinico Federico II, ha sottolineato che ‘’insegnare la medicina e le professioni sanitarie senza l’emergenza è diventato impossibile e inappropriato. Molte Scuole di specializzazione prevedono la presenza del pronto soccorso e invece noi siamo costretti a ricorre a una convenzione con l’ospedale Cardarelli. La nostra struttura e la nostra regione – ha aggiunto – hanno grandi professionalità in campo neurologico e ritengo che anche queste specializzazioni vadano affrontate anche in emergenza perché ad esempio una malattia come l’epilessia non è soltanto una patologia cronica, ma è anche all’origine di situazioni d’emergenza’’. Alla luce di ciò, secondo Triassi ‘’un pronto soccorso è un tassello fondamentale per la nostra struttura e deve comprendere anche discipline specialistiche come la neurologia’’.

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