Truffe ai danni dei bambini malati. Flavia Matrisciano: “Occorre fare attenzione” (VIDEO)

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“Continuano le azioni ai danni dei nostri bambini da parte di associazioni che dicono di raccogliere fondi per i nostri pazienti oncologici ma che, in realtà, lo fanno truffando i malcapitati che, in buona fede, lasciano un contributo.

Nessuno di questi fondi andrà ai pazienti oncologici o al nostro ospedale pediatrico. Ribadiamo che NESSUNA associazione è autorizzata a chiedere soldi per conto della @santobono_pausilipon né dell’ospedale pediatrico @ospedale_santobono.
Chiediamo il vostro aiuto: non donate a nessuno se non direttamente alla fondazione Santobono Pausiipon al link
https://dona.fondazionesantobonopausilipon.it /donaora/ e segnalate le associazioni che vi chiedono soldi.

Invitiamo tutti gli esercenti: supermercati, farmacie, esercizi commerciali, comuni, lidi turistici, bar, ristoranti etc. a non dare loro spazio. Attenzione perché si recano anche presso i condomini privati e gli istituti scolastici. Il mio post ha dato fastidio ed il presidente di una di queste associazioni si è preso la briga di chiamarmi per minacciarmi.

Io non mi fermo e vado avanti perché non esiste nulla di più deplorevole che lucrare sul dolore dei bambini malati!
Aiutateci a combattere questo sciacallaggio, insieme possiamo farcela.

Flavia Matrisciano commenta così: “Il danno che queste associazioni, o sedicenti tali, arrecano al buon nome della Fondazione Santobono Pausilipon e dell’ospedale pediatrico è enorme.

Innanzitutto, si fonda sul dolore e sulla malattia di pazienti pediatrici affetti da gravi patologie oncologiche. Il meccanismo è sempre lo stesso: la richiesta di fondi in nome dei bambini malati di tumore.

In secondo luogo, viene truffata anche la cittadinanza campana che, in buona fede, effettua donazioni pensando di sostenere i nostri progetti di solidarietà e, soprattutto, il miglioramento della qualità della vita e delle cure dei piccoli pazienti dell’ospedale.

Tutto questo finisce anche per minare la credibilità delle raccolte fondi serie, portate avanti da associazioni accreditate e dalla stessa Fondazione, diffondendo una cultura della diffidenza su un tema eticamente altissimo: la condivisione solidale di un progetto comune.

Il nostro obiettivo è il miglioramento dell’ospedale pediatrico, che rappresenta un patrimonio della Regione e, proprio per questo, deve essere condiviso e sostenuto da tutti i cittadini.

Chi agisce in questo modo mina alla radice il rapporto di fiducia e di alleanza che abbiamo costruito con fatica, serietà, trasparenza e impegno in tutti questi anni di attività.

Per questo non abbiamo paura di denunciare, nonostante le ripercussioni che io stessa sto affrontando in prima persona, avendo presentato personalmente la denuncia.

Andrò avanti, perché crediamo profondamente in ciò che facciamo. Conosciamo personalmente i bambini, i loro nomi, i loro cognomi, i loro bisogni. Per questo non posso tollerare, né come direttrice né come Fondazione, che qualcuno possa lucrare sulla loro sofferenza: è semplicemente inaccettabile.

Spero inoltre di poter avvisare il maggior numero possibile di esercizi commerciali, perché anche loro, probabilmente in buona fede, concedono spazio a queste associazioni pensando di aiutare l’ospedale.

È importante che sappiano che non esiste alcuna connessione né alcuna autorizzazione da parte nostra per queste raccolte fondi.

Supermercati, farmacie, istituti scolastici, condomìni, attività porta a porta, raccolte nelle piazze e nei comuni: anche i sindaci devono essere informati che nessuna raccolta fondi è autorizzata, se non quella promossa direttamente dalla Fondazione.

La Fondazione nasce proprio per gestire la raccolta fondi in modo diretto, serio e trasparente, evitando che sedicenti associazioni possano lucrare ai danni dei bambini.

Per questo è fondamentale diffondere un messaggio chiaro: l’unico modo serio per sostenere l’ospedale è attraverso la nostra Fondazione.

Tutte le altre associazioni, salvo specifiche collaborazioni ufficialmente comunicate di volta in volta, non sono autorizzate.

In ogni caso, non vengono mai effettuate raccolte in contanti porta a porta, ma esclusivamente attraverso progetti strutturati e canali ufficiali”.

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