NAPOLI – “Sono allarmato da sempre e non ho mai smesso. Il virus evolve e dobbiamo essere in condizioni di seguirne le evoluzioni, riconoscerle rapidamente e possibilmente contenerle. La condizione è la stessa di un anno fa, con la differenza che ora abbiamo tanti vaccinati e non dovremmo tornare a una condizione epidemica pericolosa”.

Massimo Galli, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, interviene ai microfoni di iNews24.it sulla variante Delta plus. “Per quel poco che adesso si può conoscere, potrebbe avere una maggiore capacità di diffusione.

L’esperienza sulla Delta plus è assai limitata”, e sui sintomi, “non abbiamo molti dati che dicono che abbia un impatto clinico peggiore dell’altra. La sua capacità di diffusione superiore dà al virus una chance in più di circolare e continuare ad incombere.

Se fosse vero che non causa la perdita dell’olfatto, non sarebbe un buon segno. Diventerebbe infatti, più difficile identificare il virus. Ma è tutto da verificare. Su questo campo si rischia di parlare un po’ in anticipo”.

Secondo Galli, i vaccini disponibili ad oggi potrebbero essere efficaci sulla variante Delta plus: “Non dovremmo avere sorprese negative.

I vaccini dovrebbero riuscire anche sulla variante Delta plus, a evitare terapie intensive e morte” e per contrastarne la diffusione bisogna andare avanti con i vaccini e le dovute accortenze: “I vaccini costituiscono una barriera fondamentale per limitare le conseguenze più pesanti.

È importante isolare i focolai e anche ricordare che il problema non è risolto e si deve convivere con questo virus con molta prudenza. Le riaperture dei locali in particolare, vanno fatte con debite cautele e indicazioni tecniche. Altra cosa fondamentale è portare sempre le mascherine con sé, nell’eventualità di trovarsi sia al chiuso che all’aperto, in situazioni affollate.

Questo vale sia per le persone non vaccinate, sia per chi è vaccinato ed è un soggetto fragile o anziano”. Galli è a favore dell’apertura delle discoteche: “Le persone ballano lo stesso per strada e nelle abitazioni, magari anche incoscientemente.

Riaprire le discoteche significa far ripartire un settore produttivo che possiamo considerare importante. Ma bisogna andare a ballare se vaccinati o dopo essere risultati negativi al tampone”.

Infine il professore interviene sugli anticorpi monoclonali: “Sono uno strumento terapeutico in più e servono quasi esclusivamente come presidio molto precoce su persone che rischiano un’evoluzione rapida e negativa della malattia. Ma se non usati presto, non servono a granché.

Questo implica molte difficoltà a livello organizzativo e gestionale. Mi domando quanto gli anticorpi monoclonali possano avere un futuro anche per l’immunizzazione passiva di chi non risponde ai vaccini, soprattutto nel caso degli immunodepressi”.

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