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NUSCO (di Anna Calì) – Addio all’ultimo grande protagonista della Prima Repubblica, un simbolo degli anni Ottanta. Un uomo appassionato di politica a tal punto da averla abbracciata e stretta per decenni. Si è spento all’età di 94 anni l’ex Presidente del Consiglio, Segretario della DC e attuale Sindaco di Nuoro, suo paese natìo, Ciriaco De Mita.

La dipartita è avvenuta stamane alle 7 nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino, a comunicare la notizia è stato il vice sindaco di Nuoro, Walter Vigilante.

De Mita a febbraio si era sottoposto a un intervento chirurgico per la frattura di un femore a seguito di una caduta in casa. Sul finire degli anni Ottanta è stato contemporaneamente segretario della Democrazia Cristiana e Presidente del Consiglio: praticamente l’uomo più potente d’Italia.

Esponente della corrente di sinistra, veniva dalla provincia profonda. Nusco era la sua Macondo. Figlio di un sarto, dopo il liceo si trasferì a Milano. Fu eletto per la prima volta alla Camera nel 1963 e vi rimase per trent’anni di fila.

Nel 1969 divenne vicesegretario della Dc, quattro anni dopo per la prima volta ministro, all’Industria. La Dc dominava tutto: dal parastato alla Rai e per quarant’anni resse le sorti del Paese.

De Mita la sintetizzò così durante una visita in Guatemala: “Un partito di centro con una grande rappresentanza popolare. Sul piano economico siamo per il libero mercato e la libera iniziativa. Ma quando questo tocca gli interessi popolari c’è l’intervento equilibratore del governo”. De Mita fu considerato la rivincita della provincia meridionale.

Il 6 maggio 1982 divenne segretario e metà città si riversò a Roma per festeggiarlo, nacque così la corrente soprannominata degli avellinesi, composta da: Nicola Mancino (in seguito Presidente del Senato), Gerardo Bianco, Giuseppe Gargani e Clemente Mastella, il giovane responsabile dell’informazione.

Rimase leader del partito per sette anni, fino al 1989, e per un anno pure capo del governo, mentre scorreva una stagione selvaggia, opulenta e crudele. La parola chiave che accompagnò De Mita per tutto il suo settennato fu rinnovamento, fu anche lo scopritore del futuro Presidente della Repubblica, a cui diede le chiavi del partito in Sicilia per emendarlo dai suoi vizi e dalle contiguità con la mafia. A un certo punto la politica perse slancio, esplose il debito pubblico, fu tutto un duellare con Bettino Craxi, il leader del Partito socialista, a palazzo Chigi dal 1983 al 1987.

Craxi e De Mita determinarono la grande narrazione, si tifava o per l’uno o per l’altro. Antonio Ghirelli, il portavoce di Pertini, li descrisse così: “Non potrebbero essere più diversi: cittadino, post-moderno, mondano Craxi; provinciale, tradizionale, familiare De Mita”.

De Mita dialogava col Pci sulle riforme istituzionali e insieme ai comunisti scelse Francesco Cossiga presidente della Repubblica, eletto al primo scrutinio il 24 giugno 1985. È stato considerato l’ultimo erede di Moro. Ha scritto di lui Marco Follini: “De Mita fu il più concreto e insieme il più astratto tra gli ultimi leader democristiani. Parlava a braccio, a volte senza una riga di appunti, volando alto e seguendo il filo di ragionamenti che potevano apparire fin troppi concettosi e immaginifici.

E poi planava sulla realtà prosaica della quotidianità di quel sottosuolo locale e amicale da cui ogni leader politica trae la sua forza.” Eletto Sindaco della sua Nusco nel 2014 e poi confermato nel 2019. Nello stesso anno arriva anche il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Reazioni di cordoglio da parte della politica dell’ex presidente del Consiglio.

Tra i primi messaggi, c’è quello del premier Mario Draghi: “Il Presidente del Consiglio esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa di Luigi Ciriaco De Mita. Presidente del Consiglio tra il 1988 e il 1989, più volte ministro, protagonista della vita parlamentare e politica italiana nella sinistra democristiana, fino all’ultimo è stato impegnato nelle istituzioni locali, come Sindaco del comune di Nusco. Alla famiglia, le condoglianze di tutto il Governo”.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca commenta così la notizia: “Scompare con Ciriaco De Mita uno dei massimi esponenti del cattolicesimo democratico del nostro Paese. È stato il politico che ha rappresentato con maggiore coerenza e tenacia le esigenze del Mezzogiorno d’Italia e della sua terra. Scompare uno dei rari esponenti politici che ha sempre tentato di legare l’azione politica a un percorso di lungo periodo. Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia.”

Il Sindaco Gaetano Manfredi e l’intera Amministrazione Comunale di Napoli esprimono profondo cordoglio: “Al mondo della politica mancheranno l’intelligenza e la lucidità della sua analisi politica in particolare sul Mezzogiorno, al quale, fino all’ultimo giorno, ha dedicato la sua vita all’interno delle Istituzioni.”

In una nota Catello Maresca, magistrato e consigliere comunale di Napoli esprime il suo pensiero: «È stato un grande uomo politico del ‘900 e come tale non è stato sempre amato da tutti. Ha fatto tanto per il Paese e per la sua Nusco, dove in maniera impressionante ancora oggi ruota tutto attorno a lui. Se chiedi un’informazione, anche di un posto, una strada o un ufficio il punto di riferimento da cui partire è sempre la Villa di De Mita.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di organizzare alcune manifestazioni insieme a lui in Irpinia e mi ha sempre chiesto una sola cosa: di aiutarlo a far crescere la comunità nuscana. Qualche anno fa organizzammo un bellissimo incontro con tutte le scuole della zona per parlare di legalità.

Già camminava a fatica, ma la sua lucidità e apertura mentale erano sorprendenti rispetto alla sua avanzata età.

Stiamo provando a portare il nostro contributo e continueremo a farlo. Un impegno che ho preso e ora che non ci sei più, proverò a portare avanti anche in tuo onore. Ciao, Presidente.»

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