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NAPOLI – Nella commissione Infrastrutture presieduta da Nino Simeone si è svolta oggi una riunione per una panoramica, a seguito dell’allarme suscitato dal tragico crollo del viadotto di Genova, dello stato di manutenzione delle principali infrastrutture stradali cittadine, sia quelle di competenza comunale che quelle che rientrano nella gestione di Autostrade Meridionali e di Tangenziale spa.

Hanno partecipato l’assessore Calabrese, il dirigente del servizio Progettazione Realizzazione Manutenzione Strade Edoardo Fusco, l’amministratore delegato di Autostrade meridionali Giulio Barrel, l’amministratore delegato di Tangenziale spa Riccardo Rigacci.

Una riunione, ha introdotto il presidente Simeone, dettata dalla necessità di acquisire dati sulle condizioni dei principali ponti e viadotti cittadini per rispondere ai numerosi allarmi che, dopo il crollo del viadotto Morandi, sono arrivati dai cittadini.

Tre le grandi categorie di infrastrutture che insistono sulla città: quelle dei collegamenti autostradali, quelle della Tangenziale, quelle comunali. Numerose le considerazioni e domande che i consiglieri hanno rivolto agli interlocutori a più riprese, oltre che su problematiche specifiche, soprattutto sul livello di sicurezza delle infrastrutture stradali cittadine: sulla possibilità, per i cittadini, di accedere alle informazioni relative alle verifiche sugli assi autostradali, sulla incidenza delle verifiche strumentali rispetto a quelle visive, sull’assenza di un piano di verifica periodica in città, dove i controlli vengono effettuati solo su segnalazione (Brambilla di Mov. 5 Stelle);

sull’incidenza percentuale dei costi di manutenzione sui ricavi, nel caso di Autostrade e Tangenziale (Coppeto di Sinistra Napoli in Comune a Sinistra, Esposito del PD, Brambilla di Mov. 5 Stelle, Caniglia di Ce simme sfasteriate); sulle misure previste per l’adeguamento alla nuova mappa del rischio vulcanico sia nell’area vesuviana che in quella Flegrea (Coppeto di Sinistra Napoli in Comune a Sinistra);

sulla necessità di una comunicazione più puntuale sui livelli di attenzione alla sicurezza (Santoro del gruppo Misto – Fratelli d’Italia e Frezza di Riformisti democratici con de Magistris); sulla necessità di prevedere lavori per i piloni della Tangenziale di piazza Ottocalli e via Carlo De Marco e sul completamento dei pannelli fonoassorbenti nella zona di via Ponti Rossi (Frezza); sull’esistenza e qualità dei controlli anche sul sottosuolo sul quale insistono i piloni (Moretto di Prima Napoli); sulla necessità di acquisire dati sulla sicurezza anche per le abitazioni e per chi transita al di sotto dei viadotti cittadini (Langella di Agorà); sui tempi previsti per l’abbattimento dell’ultimo tratto del ponte di via delle Repubbliche Marinare (Esposito del PD).

L’amministratore delegato di Autostrade Meridionali, Giulio Barrel, ha innanzitutto spiegato il metodo che la società adotta per la ciclica verifica, e per programmare la manutenzione, di ponti e viadotti autostradali (che interessano la città solo per gli accessi all’A1 e all’A3): le verifiche vengono fatte dai tecnici ogni 3 mesi, annualmente dagli ingegneri; ad ogni manufatto viene attribuito un punteggio ed in base a questo vengono programmati gli interventi urgenti o quelli di manutenzione ordinaria; è la continuità delle verifiche – che sono visive e, in caso di problemi, strumentali – il principale elemento per monitorare lo stato di salute delle strutture.

Sono stati pianificati ad agosto, ad esempio, gli interventi programmati di manutenzione ordinaria nella parte sottostante le rampe di accesso all’autostrada da via Marina. Tutti i dati tecnici ed economici e l’entità degli investimenti della società sono contenuti negli allegati alla concessione che il Ministero delle Infrastrutture ha pubblicato.

Per quanto riguarda Autostrade Meridionali la concessione è scaduta nel 2012 e non è stata ancora rinnovata, per cui la società continua ad operare sulla base della richiesta del Ministero di continuare fino al subentro del nuovo concessionario; continuano anche gli investimenti: 10 milioni per il 2017, per il 2018 si stima di spendere una cifra equivalente.

Ad esempio, per la costruzione della terza corsia dell’A3 – intervento connesso ai piani di evacuazione per il rischio Vesuvio – la società ha investito 410 milioni che, come per tutti gli interventi effettuati dopo il 2012, non sono stati ribaltati sul pedaggio. Così, sono stati anticipati dalla società, per essere poi addebitati all’Autorità Portuale, i costi per l’intervento urgente di manutenzione straordinaria, che ha comportato anche verifiche sul suolo, nel caso del viadotto Olivieri, tra Cava e Salerno.

Tra le reti stradali, quella che ha maggiore incidenza sulla città è quella della Tangenziale. L’amministratore delegato della società, Riccardo Rigacci, ha assicurato che non ci sono situazioni critiche e che particolarmente collaudato, simile a quello di Autostrade, è il metodo di monitoraggio dei grandi ponti e viadotti; il monitoraggio sullo stato della rete affianca al controllo visivo, quando è necessario, quello strumentale: sulla parte terminale di alcuni viadotti, ad esempio, sono stati utilizzati i georadar per la verifica delle cause di alcuni avvallamenti sui quali si è poi intervenuti. Gli interventi manutentivi, che riguardano soprattutto aspetti conservativi, sono programmati e, in caso di urgenze, effettuati con investimenti che, nel comparto autostradale, raggiungono soglie alte: il dato medio dei costi nell’ultimo quinquennio è di 250mila euro a chilometro/asse, con una punta, nel 2017, di 297mila euro.

Le spese manutentive, ha precisato l’ad di Tangenziale, non possono né devono essere parametrate ai ricavi in quanto attengono alla necessità di garantire qualità e sicurezza delle strade, che devono essere comunque garantite. Il piano per l’istallazione dei pannelli per la fonoassorbenza, infine, è pubblicato sul sito della Tangenziale: nel prossimo piano economico finanziario 2019-2023 l’investimento per il completamento. E’ stata fatta l’analisi sulla vulnerabilità sismica delle strutture e gli interventi programmati, nel caso del viadotto Capodichino di grande spessore, sono stati effettuati.
L’assessore Calabrese, sul tema del pedaggio per la Tangenziale, che va, per il 35% all’Anas, e quindi allo Stato, tema sollevato a più riprese nel corso del dibattito, ha spiegato che già da tempo è stata aperta una interlocuzione tra Sindaco, Ministero, Anas, per prevederne una forma di utilizzo per Napoli, compensando così le difficoltà finanziarie del Comune nella manutenzione dei grandi assi viari, mentre le rampe di accesso alla Tangenziale, oggi a carico del Comune, dovrebbero rientrare nella manutenzione a carico di Tangenziale.

Sul monitoraggio dei ponti cittadini effettuati dalla apposita task force ha relazionato l’ingegnere Fusco del servizio PRM Strade: alcune verifiche erano state effettuate già prima del crollo di Genova: a luglio, era stato verificato il ponte di via Cinthia. Dopo agosto, sono state programmate e verificate altre strutture, tra le quali non sono state rilevate situazioni di pericolo. Tra queste, la ex 162 Dir, a Corso Malta, una struttura erroneamente attribuita alla Tagenziale e sulla quale molte segnalazioni social si erano affollate nelle settimane scorse: la verifica ha confermato che lo “scalino” evidenziato dalle foto era semplicemente un cambio di sezione strutturale del viadotto che, insieme ad altre parti della strada di competenza della Città metropolitana, passerà presto nella competenza dell’Anas.

Interventi sulla fogna che attraversa il ponte di san Rocco sono stati già effettuati: non si sono evidenziati problemi strutturali, ma interventi manutentivi nel medio termine vanno programmati per rimediare a difetti dovuti al degrado del tempo, così come sarà necessaria la manutenzione stradale per il ponte di via Pigna/Camaldolilli che presenta alcuni avvallamenti. Per il ponte di Corso Vittorio Emanuele su Sant’Antonio ai Monti, alcuni interventi saranno effettuati in occasione dei lavori stradali. E’ previsto, per metà ottobre, fatti anche i sopralluoghi con la Polizia Locale per le necessarie disposizioni sul traffico, l’ultimo step del percorso per l’abbattimento del ponte di via Repubbliche Marinare. Infine, sul problema delle verifiche sul suolo, l’ingegner Fusco ha spiegato che controlli sono non programmati ma frequenti perché numerosi sono i lavori effettuati sui sottoservizi.

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