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Alla Leonardo di Pomigliano d’Arco partono le assemblee verso il 12 dicembre

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“Alle lavoratrici e ai lavoratori di Pomigliano abbiamo detto che questa è una manovra fatta di austerità e riarmo”. Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, a margine dell’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori della Fiom Cgil all’interno dello stabilimento Leonardo di Pomigliano d’Arco, in vista dello sciopero generale del 12 dicembre prossimo.

“C’è un’inflazione – ha spiegato Ricci – che è arrivata al 18 per cento negli ultimi anni e questo Governo continua a non pensare ai redditi fissi come salari e pensioni che sono gli unici che vengono tassati. L’unica risposta è stata quella di abbassare di qualche punto percentuale l’Irpef, dando poco più di una mancia a lavoratori e pensionati. E invece si dovrebbe redistribuire il drenaggio fiscale: i 25 miliardi di euro di tasse che vengono pagate ogni anno vanno distribuite in parte a chi li ha versate, ovvero lavoratori e pensionati. Ma il Governo non vuole farlo ed è questa una delle ragioni che ci porterà allo sciopero generale del 12 dicembre. A Napoli – ha annunciato – terremo una manifestazione regionale a piazza Municipio”.

All’assemblea ha partecipato il segretario confederale della Cgil nazionale, Christian Ferrari che, concludendo l’assemblea, ha riassunto i punti principali della piattaforma dello sciopero generale “contro una manovra finanziaria – ha detto – che fa austerità su tutto, soprattutto sulle cose che interessano le persone come la sanità, le pensioni, i salari e l’istruzione, sulle politiche abitative e che prevede soltanto un investimento nella corsa al riarmo. Noi diciamo di no e lo diciamo partendo da punti precisi. Vogliamo ricordare che in Italia c’è una grandissima questione salariale: i salari sono bassi e vanno alzati, per questo sosteniamo i metalmeccanici che sono in lotta per rinnovare il loro contratto, così come tante altre categorie che hanno aperto vertenze per contratti scaduti. Poi c’è la riforma previdenziale: avevano promesso di cancellare la Fornero, stanno riuscendo – ha attaccato – nella straordinaria impresa di peggiorarla. Ci sarà un aumento dell’età pensionabile per il 99 per cento delle lavoratrici e dei lavoratori e ci sarà il taglio delle pensioni. E noi non possiamo accettare questo aspetto”.

Rilanciata anche la proposta di un’imposta patrimoniale. “Si sono scandalizzati tutti: noi – ha detto Ferrari – riteniamo perfettamente normale e coerente chiedere all’uno per cento degli italiani più ricchi un contributo di solidarietà per finanziare la sanità pubblica, la non autosufficienza e l’emergenza casa. Per dare risposte – ha concluso – al 99 per cento dei cittadini italiani”.

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