NAPOLI – A Napoli ci sono circa settantamila persone che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, di cui solo ventimila sono quelle potenzialmente collocabili sul mercato del lavoro, le altre cinquantamila persone versano in condizioni multiproblematiche tali da non consentire loro lo svolgimento di alcuna attività lavorativa. Secondo una stima approssimativa, si parla quindi di circa duecentomila persone interessate in qualche modo da questa forma di sostegno, tra coloro che di fatto percepiscono il RdC e i relativi nuclei familiari coinvolti.

In base al recente rapporto ISTAT, nel solo mese di dicembre 2020 si sono persi centunomila posti di lavoro, di cui ben novantamila sono donne, la crisi colpisce le fasce più deboli: giovani, donne, lavoratrici e lavoratori autonomi.

“In questo momento storico, aggredire il Reddito di Cittadinanza equivale all’aggressione feroce e diretta della parte più debole della nostra società” dichiara l’assessore alle Politiche del Lavoro, Giovanni Pagano.

“La nostra città e il Mezzogiorno tutto, hanno bisogno di interventi mirati sull’occupazione, di supporti concreti al lavoro autonomo e di nuova generazione, nonché di un massiccio investimento nel settore pubblico, soprattutto in chiave occupazionale. Un milione di posti di lavoro nella PA sono la cifra minima, senza un intervento di questo tipo, nei prossimi anni e in particolare in considerazione delle sfide imposte dalla pandemia di COVID-19, i servizi nelle città del Sud sono chiaramente a rischio” conclude l’assessore Pagano.

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