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NAPOLI – «Centinaia di servizi educativi della Campania rischiano di chiudere i battenti perché “dimenticati” da ogni decreto che possa aiutarli a superare questa terribile crisi». Ad intervenire su un dramma che si sta consumando nel silenzio è Barbara Preziosi, coordinatrice provinciale di Italia Viva. «Questi servizi all’infanzia, come tutti quelli previsti nel decreto legislativo del 13 Aprile 2017 n.65, dal 5 marzo 2020 sono stati giustamente sospesi e non percepiscono più le rette dalle famiglie che coinvolte come tutti in quest’emergenza non hanno a disposizione liquidità per il pagamento – ricorda Preziosi -. Parliamo di servizi di fondamentale importanza per la gestione del tessuto sociale, servizi che spesso sostituiscono o integrano carenze del territorio e permettono la prosecuzione delle attività lavorative di tantissimi genitori. Il presidente Vincenzo De Luca e la Giunta Regionale della Campania hanno sempre dato grande valore a questo settore ed è ora impensabile abbandonare questi imprenditori, così come non si può pensare che il sostentamento di queste strutture debba pesare su famiglie già in sofferenza economica. È bene che la Regione e i Comuni facciano la propria parte». L’impegno della coordinatrice provinciale di Napoli di Italia Viva è dunque quello di promuovere il dibattito tra chi ha il potere di assumere decisioni, facendo proprie le proposte che arrivano dal territorio, in modo particolare dal comitato dei Servizi per l’infanzia SIC, per individuare strumenti velocemente applicabili. «Se non si interviene subito, più di 400 strutture rischiano di restare schiacciate da canoni di locazione, spese di manutenzione e stipendi da pagare per centinaia di migliaia di euro».

Le 7 proposte del SIC

1) Contributi diretti a fondo perduto per il pagamento dei canoni di locazione, dovuti ai proprietari degli immobili, proporzionali alle rette non incassate, di qualsiasi categoria catastale , per tutti i mesi di chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza sanitaria da Covid- 19;

2) Annullamento e/o sospensione del pagamento delle utenze senza more o interessi;

3) Azzeramento della contribuzione per tutti i mesi di chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19;

4) Ampliamento della cassa integrazione a tutte le categorie che lavorano nel settore infanzia, per tutti i mesi di chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19;

5) Annullamento dei tributi comunali: tari, acqua, fogne, irap e ires per tutto il periodo di chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19;

6) Conversione dei voucher baby sitter, almeno per un 50% in rette per asilo nido e scuole dell’infanzia per tutto il 2020, tenuto conto dell’impossibilità di usufruire da parte di tutte le famiglie del servizio baby sitter in seguito all’attuazione delle misure di contenimento del contagio di cui all’art 1 .comma 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 Marzo 2020

7) Conversione del “bonus nido” (che attualmente prevede un rimborso, in base ad Isee, di minimo euro 130 che l’Inps eroga a seguito della fatturazione rilasciata dal nido) in contributo economico da versare direttamente al la struttura ove il minore è iscritto.

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