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NAPOLI – “Quando si parla soprattutto di ragazzi non si può parlare solo di repressione” è il commento dell’Assessore alle Politiche Sociali Roberta Gaeta, alla luce della proposta di legge depositata dal coordinatore leghista in Campania Gianluca Cantalamessa per abbassare l’età imputabile a 12 anni.

“Lascia sconcertati la proposta del deputato – continua l’Assessore- per un minore che delinque bisogna ragionare in termini di giustizia riparativa, non punitiva, al fine di superare il vuoto educativo del contesto socioambientale in cui è cresciuto fino a quel momento.

In questo senso, la proposta di Cantalamessa non risponde ai bisogni dei ragazzi, ma è distruttiva della vita degli stessi: in altre parole, va contro l’interesse del minore sancito dall’articolo 3 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

“Sia chiaro – precisa la Gaeta – questo non significa “fare sconti” a chi delinque ma, piuttosto, lavorare in direzione del recupero della vita civile e sociale; rispondere ai bisogni educativi, esistenziali, familiari del minore, che sono specchio di una carenza del mondo degli adulti di riferimento. Invece di punire e attuare soluzioni dannose, bisogna capire perchè accadono gli episodi di violenza ed intervenire in modo integrato, migliorando le maglie della rete sociale, territoriale e familiare che gravita attorno la vita del minore”.

“A Napoli – conclude l’Assessore- ci muoviamo da tempo in questa direzione, togliendo ragazzi dalle strade in modo proattivo: li coinvolgiamo in progetti di partecipazione sociale come i laboratori di educativa territoriale e i progetti per adolescenti, in cui loro hanno un luogo dove stare, relazionarsi, crescere in serenità.

Più che disegni di legge punitivi e securitari, si ascoltino i bisogni dei territori e le buoni prassi delle comunità locali già attive per sottrarre alla criminalità e alla devianza il maggior numero di adolescenti.

Se il Parlamento ha intenzione di porre in essere interventi forti e significativi rivitalizzi provvedendo a finanziare congruamente leggi per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza che ha segnato e può segnare ancora uno spartiacque negli interventi socio educativi per infanzia e adolescenza”.

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