NAPOLI – L’approvazione del decreto Calderoli e le dichiarazioni di chi lo ha promosso segnano oggi una brutta pagina per il Paese. Si dà il via libera ad una politica settaria e antidemocratica che spaccherà l’Italia. Il governo continua a parlare di un Paese unito, di Regioni che daranno risposte ai cittadini, di una Sanità e di una scuola che funzionano. Invece, ci sarà ancora maggiore emigrazione sanitaria e giovanile, le donne saranno ancora più penalizzate. Ci chiediamo con quali risorse le Regioni del Mezzogiorno potranno optare per le 23 materie e le 500 competenze possibili. Evidentemente solo con quelle che deriveranno dagli accordi che i Presidenti potranno sottoscrivere con la presidente Meloni, trattenendo incostituzionalmente una parte consistente del gettito fiscale. Non ci resta, da oggi, che lavorare per un referendum abrogativo, per la democrazia e la difesa della Costituzione”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci.

Anche lo scrittore Maurizio De Giovanni commenta così in merito a quanto deciso: “Segnatevi questa data. È il giorno del completamento di una delle più vergognose pagine della storia di questo paese.
Il giorno del Muro.
Auguro a tutti quelli che hanno votato per chi ha promosso, voluto e realizzato questo crimine di dimenticare di averlo fatto.
Di dimenticarlo quando per curarsi o per assistere i propri cari dovranno trovare i soldi per partire e andare al di là del Muro.
Di dimenticarlo quando per trovare un lavoro dovranno partire per andare al di là del Muro.
Di dimenticarlo quando scopriranno che i loro diplomi e le loro lauree varranno la metà di quelli presi al di là del Muro.
Vi auguro di dimenticare dì avere con quel voto messo il vostro mattone per costruirlo.
Il Muro.”

“Ora che  l’autonomia differenziata è legge occorre fare in modo che i principi di coesione e solidarietà non vengano meno e che non venga a mancare l’ equiparazione a favore dei territori che si trovano più svantaggiati a cominciare dalla determinazione dei Lep, che avverrà a partire da una ricognizione della spesa storica dello Stato in ogni Regione nell’ultimo triennio e senza i quali non può essere concessa una o più forme di autonomia, come cita le legge. È importante quindi il coinvolgimento delle forze sociali per fare in modo che la riforma garantisca prestazioni e i servizi siano garantiti in modo uniforme sull’intero territorio nazionale” È quanto sostiene Doriana Buonavita, segretaria generale della Cisl Campania.

Autonomia, Ciarambino: dal Parlamento il via libera alla secessione

«Oggi è un giorno triste per l’Italia tutta, un giorno buio nella storia del nostro Paese. La maggioranza parlamentare ha scelto di dare il via alla secessione, progetto ignobile e tanto caro da sempre alla Lega, fin dai tempi di Bossi – precisa Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente del Gruppo Misto – Il mio rammarico, accanto al tradimento dei parlamentari del Sud della maggioranza, è stata la lunghissima inerzia dell’opposizione che solo ora, “last minute”, ha iniziato a farsi sentire con più forza contro i danni incommensurabili che il ddl Calderoli causerà al Paese tutto, e non solo al Sud. Un risveglio tardivo – aggiunge Ciarambino – Adesso bisogna scendere in campo tutti, senza sé e senza ma, per contrastare in ogni modo questo attacco al cuore della Costituzione e all’unità dell’Italia. Dal ricorso alla Consulta alla raccolta firme per chiedere il referendum, ogni strada deve essere percorsa. Non sono bastati gli allarmi lanciati da numerose componenti della società civile, da eminenti costituzionalisti e finanche dall’ufficio studi del Senato che hanno da sempre evidenziato carenze e diseguaglianze di questo ddl nei confronti delle regioni del Sud in settori nevralgici quali sanità, istruzione, trasporti, infrastrutture e altri ancora.  Ora la politica, quella seria, quella che ha a cuore il futuro del Paese, deve rimboccarsi le maniche e fare presto per contrastare il male assoluto piombato sull’Italia e sugli italiani» conclude la Ciarambino.

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