NAPOLI – “L’ulteriore richiesta di sacrificio ad una popolazione spaventata e disorientata, provata dalla crisi economica e sociale in corso, accresce il disagio e procura un’insoddisfazione che ha già trovato espressione in aggressive rimostranze di piazza”.

Ne è convinto Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia, commentando le chiusure commerciali imposte dall’ultimo Dpcm. “La fiducia che alleviava i timori durante il lockdown d’inizio anno – spiega Mauriello – è stata assorbita dagli affanni economici di chi, prima ancora di riuscire ad ammortizzare le perdite subite tra febbraio e giugno e le spese sostenute per l’adeguamento a misure di contenimento imposte e ormai superate, è costretto ad un nuovo arresto”.

“A ciò – continua – si aggiunga l’incomprensibilità di scelte che penalizzano interi settori, senza spiegarne le ragioni a fronte di condotte esattamente specchiate in altri comparti che invece sono rimasti non attinti dai divieti del DPCM. Il tutto condito da una classificazione di non essenzialità finanche della cultura, proprio in un Paese come l’italia. La politica assistenzialista, fatta di promesse di sostegno finanziario e non accompagnata da un fattivo impegno nella prevenzione e nel recupero sanitario e da seria programmazione, non fa più presa e non basta a contenere ansia e frustrazione”.

Meritocrazia Italia torna a ribadire l’importanza di scongiurare un nuovo indiscriminato lockdown, “purtroppo nei fatti già avviato” secondo l’associazione, ed insiste nel sostenere che, al fine di garantire a un tempo la sicurezza sanitaria pubblica e la tenuta economica del Paese, sia fondamentale muovere nell’opposta direzione della estensione degli orari di apertura di esercizi commerciali, centri sportivi e luoghi di cultura e aggregazione, sia pure assicurando maggior rigore nel rispetto dei protocolli di sicurezza.

“Per altro verso – conclude – è certo che l’aggravarsi della situazione pandemica, nella seconda ondata di contagi, imponga nuovi interventi ed è per questo che Meritocrazia riafferma l’opportunità di dare attuazione alle tante proposte già avanzate in questi mesi e, nella ferma convinzione che l’equilibrio sociale passi per la parità di attenzione riservata a tutte le categorie in debolezza senza ingenue distinzioni tra attività ‘essenziali’ e ‘non essenziali’”.

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